Rendering del sito produttivo Metinvest a Piombino
E’ una settimana decisiva per il rilancio del polo siderurgico di Piombino. Alla vigilia della riunione del consiglio d’amministrazione di Metinvest, fissata per il 3 novembre, si è tenuto il consiglio di fabbrica con tutta la Rsu Jsw, Gsi e Piombino Logistics con le segreterie provinciali di Fim-Fiom-Uilm. Lo sciopero annunciato in origine per il 3, quando ancora non era stata ufficializzata la convocazione del tavolo al ministero per le Imprese e il Made in Italy per monitoraggio e revisione dell’Accordo Quadro Piombino, è stato spostato a giovedì 5 novembre, giorno della riunione a Roma: un’astensione di 24 ore dal lavoro.
Secondo quanto emerso nelle scorse settimane, il Cda di Metinvest dovrebbe prendere in esame le proposte degli eventuali partner – o sostituti – nel progetto di acciaieria green a Piombino, in coabitazione con Jsw Steel Italy nell’area ex Lucchini, da realizzare con l’italiana Danieli, a fronte delle difficoltà finanziarie del gruppo siderurgico ucraino. Fra i soggetti interessati c’è lo stesso gruppo indiano di Sajjan Jindal, oltre a Mittal, Baosteel e alcuni fondi finanziari che potrebbero farsi avanti ufficialmente proprio per il cda di Metinvest: ma secondo quanto risulta a T24, soltanto Jsw Steel Italy fin qui ha formalizzato per iscritto la propria proposta.
“Lo sciopero del 5 novembre potrebbe non essere l’unico”
I sindacati chiedono di poter conoscere nel dettaglio il piano industriale di Jsw ed il cronoprogramma degli investimenti Metinvest, perché “non abbiamo la certezza delle tempistiche dell’investimento di revamping al treno rotaie e nemmeno della realizzazione dell’investimento del gruppo Metinvest o di chi dovrà sostituirlo”. Secondo Fim, Fiom e Uilm “lo sciopero del 5 novembre potrebbe essere non l’unica iniziativa necessaria perché dobbiamo capire in che modo usciremo dall’incontro ministeriale. Non si può più attendere che il gruppo ucraino continui a prendere tempo dallo scorso giugno nella ricerca di un terzo socio. Forse qualcuno sta guadagnando o speculando con questo loro progetto, ma c’è la certezza che lo sta facendo sulle spalle dei lavoratori”.
All’incontro ministeriale, sostengono i sindacati, “comincerà ad essere chiaro se questo progetto dichiarato strategico dal governo lo scorso dicembre lo é davvero o se si è trattata di una balla come lo sono state le nomine dei commissari straordinari”, e perlomeno “nell’incontro, che immaginiamo sia ancora solo interlocutorio, ci aspettiamo di avere una data certa e non rimandabile della decisione del governo sul soggetto che dovrà portare avanti il progetto per Piombino, sapendo che serviranno tutte le garanzie sulla realizzazione dell’investimento e sulla salvaguardia di tutta l’occupazione. Senza una scadenza definitiva alzeremo il livello delle iniziative“.
