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31 ottobre 2026

Tre gruppi in pista per la divisione consumer di Essity: incognite sulle cartiere lucchesi 

Due delle offerte vengono dall’Asia: ecco i nomi. Allarme dei sindacati che chiedono chiarimenti all’azienda e un intervento della Regione.

Lo stabilimento Essity di Altopascio

Lo stabilimento Essity di Altopascio

La multinazionale svedese Essity sta valutando il futuro della divisione Consumer Tissue, un’attività da oltre 43 miliardi di corone svedesi di fatturato annuo, circa 4 miliardi di euro, che potrebbe essere ceduta per una cifra compresa fra 2,5 e 3 miliardi di euro. Secondo Bloomberg, tre potenziali acquirenti stanno esaminando il dossier: i gruppi industriali asiatici Asia Pulp & Paper e RGE e il fondo di private equity CVC Capital Partners. Un’operazione internazionale che apre interrogativi anche sul futuro delle attività produttive di Essity in Toscana, dove la multinazionale impiega oltre 600 lavoratori negli stabilimenti di Porcari, Altopascio e Collodi. 

A richiamare l’attenzione sulle possibili conseguenze industriali e occupazionali sono i sindacati Slc Cgil Lucca e Area vasta Firenze-Prato-Pistoia, Fistel Cisl Toscana e Uilfpc Uil Toscana, che hanno espresso forte preoccupazione per le prospettive della divisione e chiesto all’azienda informazioni puntuali sulle strategie in corso. 

Tre possibili compratori per un’operazione da 3 miliardi 

La revisione strategica di Consumer Tissue è stata annunciata ufficialmente da Essity il 6 maggio scorso. Il gruppo, specializzato nei prodotti per l’igiene e la salute, ha avviato una valutazione delle alternative per la divisione che produce carta igienica, asciugatutto, fazzoletti e tovaglioli, con marchi come Tempo, Lotus, Zewa e Cushelle, oltre ai prodotti destinati alla grande distribuzione e ai marchi privati. A settembre Bloomberg ha riferito dell’avvio dei preparativi per una possibile vendita, con una valutazione indicativa compresa fra 2,5 e 3 miliardi di euro e un eventuale completamento dell’operazione nella prima metà del 2027. Poco dopo la stessa agenzia finanziaria ha indicato i nomi di tre potenziali acquirenti. Asia Pulp & Paper, uno dei grandi operatori mondiali dell’industria cartaria, avrebbe incaricato consulenti per valutare un’offerta. Anche CVC Capital Partners, fondo internazionale di private equity, starebbe esaminando una possibile proposta separata. Tra i soggetti interessati figurerebbe inoltre RGE, gruppo industriale asiatico attivo nella cellulosa e nella carta. 

Una divisione con 13mila dipendenti e 29 stabilimenti 

La dimensione dell’operazione è rilevante. Nel 2025 Consumer Tissue ha realizzato ricavi per 43,5 miliardi di corone svedesi, pari al 31% del fatturato complessivo di Essity, con un risultato operativo Ebita rettificato di 5,2 miliardi di corone e un margine dell’11,9%. La divisione conta circa 13mila dipendenti e 29 impianti produttivi nel mondo. Essity è leader europeo nel segmento e secondo operatore in America Latina. 

Consumer Tissue è dunque un’attività redditizia, ma con margini inferiori alla media del gruppo, che nel 2025 ha registrato un margine Ebita rettificato del 14,1%. La revisione si inserisce nella strategia della multinazionale di concentrare investimenti e risorse sulle attività considerate maggiormente capaci di generare crescita e redditività. 

L’ultimo aggiornamento ufficiale è arrivato il 22 ottobre, con la presentazione dei risultati del terzo trimestre. Essity ha confermato che la revisione procede secondo i programmi e che sono state valutate le condizioni per una possibile separazione. Restano tuttavia aperte entrambe le alternative: lo scorporo di Consumer Tissue oppure il mantenimento della divisione all’interno del gruppo. 

Il nodo dei tre stabilimenti lucchesi

La possibile operazione interessa da vicino il distretto cartario lucchese, dove Essity è presente con tre siti produttivi, sebbene non tutte le attività siano riconducibili esclusivamente al Consumer Tissue. 

Porcari è la sede di Essity PLD Italy, società specializzata nella produzione di carta per il mercato private label, con attività che comprendono bobine e prodotti trasformati. Collodi, nel comune di Pescia ma pienamente nel distretto cartario lucchese, è specializzato nella produzione di bobine di carta bianca e colorata. Entrambi gli stabilimenti erano stati inseriti, nell’ambito di una precedente riorganizzazione annunciata nel 2021, nella struttura europea Consumer Tissue Private Label. 

Diversa la situazione di Altopascio, sede di Essity Italy, dove vengono realizzati prodotti per il consumo domestico, come i fazzoletti Tempo, ma anche articoli Tork destinati all’igiene professionale. Proprio ad Altopascio Essity ha effettuato negli anni scorsi un investimento da 47 milioni di euro per sviluppare un centro europeo di eccellenza nella produzione di tovaglioli, con nuove linee dedicate anche al marchio Tork. 

La distinzione è importante perché Professional Hygiene è un’area di business separata da Consumer Tissue. Inoltre, alcune produzioni destinate all’igiene professionale sono presenti anche a Porcari. Non è quindi possibile stabilire adesso – fanno presente i rappresentanti sindacali – se un’eventuale cessione comprenderebbe integralmente gli stabilimenti toscani oppure soltanto determinate attività produttive e societarie. 

L’allarme dei sindacati e la richiesta di un confronto 

A esprimere preoccupazione per le possibili conseguenze dell’operazione sono Slc Cgil Lucca e Area vasta Firenze-Prato-Pistoia, Fistel Cisl Toscana e Uilfpc Uil Toscana: «All’inizio dell’estate l’azienda ha informato i rappresentanti dei Comitati Aziendali Europei dell’avvio di una valutazione interna finalizzata a individuare i settori ritenuti più idonei agli investimenti futuri», spiegano le organizzazioni sindacali. A settembre, poi, i vertici aziendali hanno comunicato che gli investitori considerano la divisione Consumer Tissue un comparto con margini di guadagno non in linea con le aspettative».

Una prospettiva che suscita preoccupazione per il futuro degli oltre 600 lavoratori occupati negli stabilimenti di Porcari, Altopascio e Collodi. «Terremo alta la guardia affinché le decisioni che impattano in modo significativo sui lavoratori, vengano assunte con un loro pieno coinvolgimento», avvertono i sindacati. «Riteniamo indispensabile che l’azienda, attraverso i propri manager, garantisca informazioni puntuali e trasparenti, e che si apra un confronto a ogni livello». I sindacati chiedono di attivare tavoli permanenti con i Comuni interessati e la Regione Toscana, per monitorare l’evoluzione della situazione e le ricadute sul territorio delle scelte aziendali. (cm)

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