La Rsu Piaggio, insieme alle segreterie territoriali di Fim Csl, Fiom Cgil e Uilm Uil, ha sottoscritto l’accordo per la proroga del contratto di solidarietà in azienda fino al 31 gennaio. Lo rendono noto le organizzazioni sindacali, precisando che l’intesa “introduce alcuni elementi di miglioramento: in particolare è stato definito per il comparto operaio un 15% in meno di solidarietà per l’ultimo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.
Nell’occasione, aggiungono i sindacati, “abbiamo ribadito con forza la necessità di anticipare la ripartenza delle produzioni rispetto al 2026 e le parti si incontreranno a dicembre per confrontarsi e individuare tempi e modalità che consentano di anticipare la ripresa produttiva dopo la pausa natalizia. Nell’intesa sottoscritta è prevista anche una riduzione della percentuale di riduzione dell’orario di lavoro per il personale impiegatizio, con un conseguente miglioramento rispetto alla situazione precedente”.
Sindacati preoccupati (e Usb attacca)
I sindacati, tuttavia, mantengono “forti preoccupazioni per la situazione attuale dell’azienda: il contratto di solidarietà non può diventare una condizione di normalità né rappresentare una soluzione strutturale alle difficoltà ed è necessario che l’azienda metta in campo tutte le azioni indispensabili per superare questa fase, a partire da investimenti concreti, da una riorganizzazione del modello produttivo e da una prospettiva industriale capace di garantire continuità produttiva e occupazionale“. Per questo hanno già chiesto un incontro con la proprietà all’inizio del prossimo anno “per affrontare le questioni ancora aperte e ottenere risposte concrete sulle prospettive industriali e occupazionali del gruppo”.
“Cgil, Cisl e Uil – attacca il sindacato Usb – continuano a praticare un modello sindacale che troppo spesso trasforma la contrattazione nella gestione delle conseguenze delle decisioni aziendali. Si finisce così per discutere di come distribuire i sacrifici anziché mettere in discussione le scelte che li producono, presentando gli arretramenti come compromessi inevitabili. Per Usb questo modello è sbagliato. Un sindacato non deve rendere accettabile l’ingiustizia, né abituare i lavoratori a perdere diritti e salario. Deve essere autonomo dall’azienda, dai governi e dalle istituzioni, organizzare il conflitto e costruire la forza necessaria per difendere gli interessi di chi lavora. Noi non siamo qui per amministrare le sconfitte”. (lt)
