La domanda globale di energia per l’intelligenza artificiale e la corsa agli approvvigionamenti di gas naturale liquefatto continuano a fare da volano alla divisione Industrial & Energy Technology (Iet) di Baker Hughes, cuore tecnologico del gruppo statunitense, spinto dalle attività industriali di Nuovo Pignone. I risultati finanziari del terzo trimestre 2026 evidenziano un’accelerazione evidente degli ordini, guidata dalla richiesta di turbine a gas e turbocompressori ad alta efficienza realizzati nella filiera italiana di Firenze e Massa.
Nel terzo trimestre 2026, la divisione Iet ha registrato un volume di ordini pari a 5,4 miliardi di euro, segnando un balzo del +42% rispetto allo stesso periodo del 2025 e portando il rapporto con il fatturato a 1,7x: nei primi nove mesi dell’anno, la divisione ha incamerato complessivamente oltre 16,5 miliardi di euro di contratti, con un portafoglio ordini residuo a 36,25 miliardi di euro. I ricavi trimestrali del segmento si sono attestati a 3,2 miliardi di euro (+3%), mentre l’Ebitda è salito a 630 milioni (+8%). Alla luce di questi risultati, il vertice del gruppo guidato dal presidente e amministratore delegato Lorenzo Simonelli ha rivisto al rialzo gli obiettivi per il triennio 2026-2028, alzando la stima di raccolta ordini per la divisione di oltre il 10%
A trainare le prestazioni della divisione Iet, secondo Baker Hughes, è la combinazione tra le infrastrutture per i data center dedicati all’intelligenza artificiale e la domanda sostenuta di impianti di compressione e liquefazione del gas. Se in questo ultimo comparto gli ordini di apparecchiature hanno sfiorato i 3,7 miliardi di euro nei primi nove mesi 2026, la richiesta di energia elettrica per i data center di nuova generazione ha registrato un incremento del 500% nello stesso periodo, raggiungendo un valore di 4,5 miliardi di euro. “La sfida per gli operatori dell’intelligenza artificiale non è semplicemente generare energia, ma erogare potenza affidabile e scalabile laddove serve e nei tempi richiesti”, sostiene Simonelli, secondo cui “questo si traduce in una forte spinta commerciale per il nostro portafoglio”. (lt)
