Cambia strategia Molteni Farmaceutici, storica azienda di Scandicci (Firenze) della famiglia Seghi Recli che produce farmaci per il trattamento del dolore e delle dipendenze, un business con una forte componente ospedaliera. Finora l’azienda, che ha 130 anni di vita, è rimasta concentrata in Italia, con una piccola quota di export diretto soprattutto in Polonia (dove ha una filiale). Ora vuole puntare sull’estero per affermarsi come leader nelle sue due nicchie terapeutiche di specializzazione, dalle quali peraltro diverse aziende si stanno ritirando a favore di aree a maggior crescita come oncologia, cardiologia e diabete.
Obiettivo: raddoppio del fatturato
Il piano di sviluppo è ambizioso: passare dagli 85 milioni di fatturato realizzato nel 2025 (con 14,3 milioni di margine operativo lordo, in crescita del 10%, e 5,9 milioni di utile netto, +16%) a 100 milioni nel 2027, fino a raddoppiare la ‘taglia’ entro un decennio, arrivando a una fascia tra 180-250 milioni di euro.
Accordi di distribuzione con aziende estere
Come? Puntando sulla distribuzione in Europa di farmaci innovativi prodotti da altre aziende. “Vogliamo costruire una pipeline che abbia un ampio respiro, acquisendo diritti di distribuzione in Europa di farmaci innovativi nelle nostre aree terapeutiche di riferimento”, afferma il presidente Giuseppe Seghi Recli. “In questo modo riusciremo a curare persone che altrimenti non avrebbero avuto accesso a questi prodotti – aggiunge -. L’azienda ha anche un valore clinico e sociale”.
Primo step: un analgesico americano da usare dopo l’operazione al ginocchio
Il primo passo è l’accordo appena firmato con l’azienda californiana Pacira BioSciences, quotata al Nasdaq e leader nelle terapie del dolore non oppioidi, per la commercializzazione nell’Unione europea e nel Regno Unito di una sospensione iniettabile liposomiale di bupivacaina, analgesico per il dolore post-chirurgico al ginocchio. Il prodotto è già registrato all’Ema, l’agenzia europea del farmaco. “In questo modo rispondiamo a un bisogno terapeutico ancora insoddisfatto nella gestione del dolore post-operatorio in Europa”, spiega il ceo Gianluca Corbinelli. Si tratta della prima molecola biologica lanciata da Molteni, che porterà anche un upgrade di competenze, a Scandicci e oltreconfine. In programma c’è l’apertura di una filiale in Svizzera, seguita da altre in Germania e Austria. “Entro il 2027 copriremo la distribuzione nei Paesi Dach – spiega Corbinelli – poi nel 2028-2029 sbarcheremo nel Regno Unito e, come ultimo tassello, in Francia e Spagna“.
Accordo con una biotech svedese
Il secondo passo dello sviluppo di Molteni è legato all’accordo di distribuzione stretto con una società biotech svedese che ha avviato la sperimentazione di un farmaco per alleviare il dolore dei pazienti sottoposti a chemioterapia che sviluppano mucositi del tratto digerente. Molteni compartecipa allo studio di fase terza e ha investito circa 700mila euro. La molecola dovrebbe essere disponibile entro il 2029. A lungo termine, poi, l’azienda fiorentina sta negoziando la distribuzione di due molecole in fase di sviluppo in mano a società quotate in Usa e in Europa.
Upgrade di competenze
L’espansione internazionale andrà di pari passo con un cambiamento “culturale” dell’azienda, attraverso un innalzamento dei profili professionali già in atto sia nella rete commerciale che nello stabilimento di Scandicci, dove lavorano 158 persone e dove è allo studio un progetto per aggiornare le linee produttive. “Lo stabilimento di Firenze è strategico – conclude Seghi Recli – è un elemento di sicurezza nazionale e di approvvigionamento: in Europa ci sono solo due-tre stabilimenti che fanno oppioidi”.
