Lo stabilimento della Sanac a Massa visto dall'alto
Sanac passa a Erre Trading, società della famiglia Ricciardi con sede a Massa, attiva nel commercio dei rottami metallici e nei servizi per la siderurgia. Dopo anni di crisi e ripetuti tentativi di vendita, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato l’aggiudicazione del gruppo, specializzato nella produzione di materiali refrattari per le acciaierie. L’operazione riguarda gli stabilimenti di Massa, Vado Ligure e Gattinara, mentre resta escluso quello di Assemini, in Sardegna. Il nuovo proprietario è pronto a investire fino a 20-30 milioni di euro nella riqualificazione degli impianti, ma l’entità dell’investimento dipenderà dalle prospettive commerciali. E per lo stabilimento di Massa non è esclusa una riconversione produttiva.
A illustrare i progetti dell’acquirente è Emanuele Ricciardi, amministratore delegato di Erre Trading, che annuncia “a breve” la firma del preliminare. Il via libera ministeriale, comunicato il 26 ottobre dai commissari straordinari di Sanac, ha consentito l’invio della lettera di aggiudicazione. La firma è prevista indicativamente nella prima settimana di novembre. Seguiranno la procedura Golden Power e la consultazione sindacale, prima del perfezionamento della cessione.
La lunga crisi di Sanac
Sanac, un tempo appartenente al gruppo Riva e dal 2018 in amministrazione straordinaria, ha pagato pesantemente la crisi dell’ex Ilva, suo principale cliente. L’interruzione degli ordinativi da parte di Acciaierie d’Italia nel 2021 ha provocato un crollo del fatturato, il ricorso alla cassa integrazione e difficoltà finanziarie. Da allora si sono succeduti numerosi tentativi di vendita, senza esito. Erre Trading si è aggiudicata l’azienda al termine della settima procedura, presentando inizialmente un’offerta per il solo stabilimento di Massa, poi estesa a Gattinara (Vercelli) e Vado Ligure (Savona). Resta escluso Assemini, in Sardegna, per il quale il Ministero non ha autorizzato il progetto di riconversione proposto dall’acquirente.
Fino a 30 milioni per riqualificare gli impianti
Il progetto industriale di Ricciardi punta a rilanciare la produzione di refrattari, i materiali utilizzati per il rivestimento dei forni siderurgici, oggi in larga parte importati dalla Cina. «L’acciaio senza refrattario non si fa», osserva l’imprenditore, convinto che la siderurgia italiana ed europea abbia interesse a mantenere una produzione di questi materiali sul proprio territorio: «È interesse della siderurgia avere un’industria europea di produzione del refrattario. Il vantaggio competitivo è evidente: noi consegniamo in dieci giorni, la Cina in tre mesi».
Il piano prevede soprattutto interventi di ammodernamento degli stabilimenti. «Il grosso dell’investimento sarà nella riqualificazione degli impianti», spiega l’imprenditore. Il suo importo dipenderà però dal mercato: «Se il Cbam arriverà presto e se le acciaierie ci permetteranno di produrre non solo su Vado e Gattinara, ma anche su Massa, l’investimento sarà intorno ai 20-30 milioni».
Il riferimento è al Carbon Border Adjustment Mechanism, il meccanismo europeo che attribuisce un costo alle emissioni di anidride carbonica incorporate in alcune merci importate da Paesi extra-UE, tra cui l’acciaio. Il Cbam è entrato nella fase definitiva nel gennaio 2026, ma la sua applicazione economica è graduale. Renderà meno conveniente i materiali refrattari dalla Cina e dunque più competitiva la produzione in loco.
Massa, produzione di refrattari o riconversione
È sul futuro dello stabilimento di Massa che si concentra la maggiore incertezza. Mentre Vado Ligure e Gattinara continueranno a produrre refrattari, per il sito toscano Ricciardi prospetta due scenari. Il primo prevede il mantenimento e il rilancio della produzione tradizionale, con investimenti complessivi fino a 30 milioni nei tre stabilimenti. Il secondo contempla una concentrazione della produzione di refrattari nei due siti del Nord Italia e una diversa destinazione industriale per Massa.
«Se la produzione si limiterà a Vado e Gattinara, l’investimento si dimezzerà», precisa Ricciardi. La scelta dipenderà soprattutto dalla disponibilità delle acciaierie a sostenere il progetto industriale di Sanac: «Se le acciaierie italiane ed europee apprezzeranno il fatto che uno stabilimento italiano ed europeo vuole diventare loro partner, ci sarà spazio anche per Massa», afferma l’imprenditore.
In caso contrario, lo stabilimento massese «verrà riconvertito ad altra attività». Ricciardi non ha precisato quale potrebbe essere la nuova produzione, che comunque è già stata individuata. La decisione, dunque, non è ancora stata presa e dipenderà dalle prospettive di mercato e dalle commesse che Sanac riuscirà ad acquisire.
L’impegno per tutti i 170-180 lavoratori
Sul fronte occupazionale, Ricciardi conferma l’intenzione di salvaguardare l’intero organico dei tre stabilimenti interessati dall’operazione: «Intanto recuperiamo tutti gli addetti, 170-180». Di questi, 76 lavorano nello stabilimento di Massa. L’offerta presentata al Ministero prevede la continuità dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato e l’applicazione dell’articolo 2112 del Codice civile, con la conservazione dei diritti dei dipendenti.
Un gruppo da 50-70 milioni di fatturato
L’acquisizione consentirà a Erre Trading, società della famiglia Ricciardi con sede a Massa, di compiere un significativo salto dimensionale e di affiancare all’attività commerciale nel settore dei rottami metallici la produzione industriale di refrattari. Erre Trading ha registrato nel 2024 un fatturato di 24 milioni di euro, con un utile netto di circa 159mila euro e un patrimonio netto di 2,2 milioni. Sanac, dal canto suo, ha realizzato nel 2025 ricavi per circa 60 milioni di euro, destinati a scendere, secondo le stime fornite da Ricciardi, a 30-40 milioni nel 2026. A operazione completata, il nuovo gruppo dovrebbe quindi sviluppare un fatturato complessivo compreso tra 50 e 70 milioni di euro, con circa 200 dipendenti. (cm)
