Da più di dieci anni è in amministrazione straordinaria, con la gestione affidata a tre commissari nominati dal ministero delle Imprese. Ma ora per la Sanac – azienda ex-Ilva, produttrice di materiale refrattario per acciaierie con stabilimenti a Massa, Vado Ligure (Savona), Gattinara (Vercelli) e Assemini (Cagliari), oggetto di sette bandi di vendita mai andati a segno – si apre uno spiraglio.
Un gruppo toscano che opera nei rottami metallici e ferrosi
Secondo quanto reso noto dai sindacati, i commissari hanno concluso positivamente la negoziazione in esclusiva avviata, a seguito dell’ultima gara indetta nel settembre 2025, con la Erre Trading di Massa, parte di un gruppo guidato dall’imprenditore Emanuele Ricciardi che opera nel commercio, trattamento e lavorazione di rottami metallici e ferrosi e demolizioni industriali. Inizialmente Erre Trading (24 milioni di fatturato 2024, 158mila euro di utile, sette dipendenti) aveva presentato un’offerta solo per lo stabilimento Sanac di Massa, che poi è stata integrata spingendo i commissari a chiedere al ministero e al comitato di sorveglianza “l’autorizzazione a procedere con le ulteriori fasi del procedimento di gara”.
Al tavolo ministeriale si scopriranno le carte
L’offerta presentata da Erre Trading prevederebbe l’acquisizione dell’intera Sanac con due distinti rami d’azienda e investimenti per il rilancio dell’attività, ma i sindacati (che hanno sempre spinto per la vendita in blocco e lo stop allo ‘spezzatino’) si mantengono prudenti e si riservano di valutare l’offerta al tavolo ministeriale, di cui hanno chiesto la convocazione. In particolare i sindacati vogliono garanzie sul riassorbimento di tutti i lavoratori.
Ecco i numeri di Sanac
Gli stabilimenti Sanac hanno una capacità di circa 200mila tonnellate l’anno, impiegano circa 345 dipendenti (di cui un centinaio a Massa) e fatturano 150 milioni di euro, producendo il 35% del materiale refrattario presente sul mercato nazionale.
Silvia Pieraccini
