A quasi trent’anni dalla sua istituzione nel 1998, il sito d’interesse nazionale (Sin) di Massa e Carrara – 116 ettari un tempo occupati da aziende chimiche come Farmoplant, Solvay Chimica Italia, Syndial e da aziende di leghe metalliche come Ferroleghe – è ancora in attesa di bonifica, in particolare quella delle falde acquifere contaminate. La bonifica è condizione fondamentale per la reindustrializzazione e il recupero delle aree.
Accordi di programma, riperimetrazioni, commissario: nulla è servito
Tre accordi di programma tra Regione, ministero dell’Ambiente, Comuni di Massa e di Carrara – firmati nel 2011, nel 2016 e nel 2018 – e tentativi di riperimetrare l’area per separare il sito nazionale da quello regionale (e dividere le competenze tra Stato e Regione) non sono serviti a sbloccare la bonifica. Revoche di fondi, rimpalli di responsabilità tra enti, lentezze burocratiche hanno ingarbugliato l’operazione. Neppure l’affidamento della bonifica del Sin/Sir di Massa e Carrara a un commissiario, il generale Giuseppe Vadalà, nominato nel 2023 dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, è servito a sciogliere i nodi.
Una proroga di 36 mesi
E adesso, dopo anni di annunci e proclami, arriva un’altra tegola: una ulteriore proroga di 36 mesi, fino al dicembre 2029, chiesta da Sogesid, società al 100% del ministero dell’Economia incaricata della bonifica. Una delibera della Giunta regionale del 19 ottobre scorso ha approvato la proroga.
Il progetto esecutivo non è ancora approvato
“Risultano tuttora da concludere le procedure finalizzate all’occupazione temporanea delle aree e alla costituzione delle servitù necessarie alla realizzazione e al successivo esercizio delle opere – si legge nell’atto integrativo di proroga – nonché le attività finalizzate alla definitiva risoluzione delle interferenze riscontrate nelle aree oggetto di intervento”. Al momento “il progetto esecutivo non risulta ancora approvato e i lavori non hanno avuto inizio – si legge nel documento – dovendo essere ancora completato il recepimento nel progetto esecutivo delle modifiche conseguenti alla risoluzione delle interferenze rilevate nelle aree oggetto di intervento, la realizzazione delle opere, il collaudo, la messa in esercizio dell’impianto e tutti gli ulteriori adempimenti previsti dalla convenzione Regione-Sogesid”.
I lavori aggiudicati a Atp Roma per 7,42 milioni
L’appalto integrato (progettazione esecutiva più lavori) per la bonifica dell’area è stato vinto nel luglio 2024 da un raggruppamento temporaneo di imprese formato da Atp srl di Roma con Htr Bonifiche srl, Ecofast Sistema srl e Seipa srl. L’importo dei lavori appaltati è 7,42 milioni di euro (rispetto a una base di gara di 9,7 milioni). I soldi sono stati anticipati dalla Regione e dovrebbero essere poi rimborsati dallo Stato attingendo al Fondo Sviluppo e Coesione. I lavori avranno inizio dopo l’approvazione della progettazione esecutiva e dureranno 480 giorni (circa 16 mesi), cui devono aggiungersi tre mesi per la fase di avviamento dell’impianto di trattamento delle acque di falda. Chissà se a fine 2029 la bonifica sarà davvero conclusa.
