C’è la data: il consiglio d’amministrazione di Metinvest si riunirà il 3 novembre, per prendere una decisione sul futuro dell’acciaieria green di Piombino che il gruppo ucraino progetta di realizzare con l’italiana Danieli, socia nella joint venture Metinvest Adria. Viste le difficoltà finanziarie incontrate, per effetto della guerra in Ucraina, Metinvest sarà affiancata (o sostituita) da un soggetto terzo, industriale o finanziario: Jsw Steel Italy è favorita, anche per la sua consolidata presenza sul territorio, ma la decisione non è ancora stata presa, e dunque non è ancora chiaro se Metinvest resterà come socio di minoranza nell’affare, oppure se si sfilerà del tutto.
Parla Urso: “Stiamo lavorando affinché ci siano altri investitori”
Si tratta di uno step necessario per attivare il passaggio successivo, ossia la riunione del tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy per aggiornare il programma: lo ha detto a chiare lettere il ministro Adolfo Urso. “Credo che sia opportuno convocare il tavolo quando sarà prospettata la soluzione finanziaria utile a realizzare al più presto questo importante investimento industriale”, aveva spiegato in mattinata, ricordando che Metinvest vive una situazione di difficoltà “anche per i finanziamenti bancari, essendo considerata un’impresa in zona di guerra. L’azienda è consapevole di questo e stiamo lavorando insieme affinché ci siano altri investitori che possano associarsi e rendere sostenibile questo investimento”.
Il ministro ha mostrato ottimismo: “Sono convinto che con la responsabilità, la determinazione e la coesione di tutte le istituzioni si riuscirà a raggiungere l’obiettivo”, ha detto, rivendicando come a Piombino “siamo intervenuti a tutelare le imprese risolvendo in maniera significativa il caso di un’azienda passata a Trasteel“, riferendosi a Liberty Magona, “salvaguardando investimenti e occupazione. Abbiamo inoltre realizzato, dopo oltre nove anni, un accordo di programma con Jindal per l’ammodernamento del treno rotaie, e abbiamo intercettato l’investimento di Metinvest che rischiava di andare in un altro paese europeo”.
I sindacati vogliono risposte (anche sulla variante per Jsw)
Non è abbastanza per rassicurare i sindacati dei metalmeccanici, che al termine del direttivo unitario svoltosi nel pomeriggio – aperto alle istituzioni, che hanno risposto all’appello – hanno annunciato uno sciopero se non ci sarà la convocazione al Ministero “per avere le risposte sul progetto del piano Metinvest Adria e sulla possibilità di ridurre in maniera importante i tempi per l’ approvazione della variante urbanistica che permetterà a Jsw di fare il revamping del treno rotaia“. La data ipotizzata da Fim, Fiom e Uilm è proprio quella del 3 novembre: 24 ore di sciopero con manifestazione e rallentamento della strada dalla portineria di Ischia di Crociano alla rotonda del Gagno, facendo un corteo. Se dovesse arrivare la convocazione, spiegano i sindacati, lo sciopero slitterà a quella data per portare i lavoratori sotto le finestre del Ministero a Roma.
Prende posizione anche il segretario del Pd Toscana, Emiliano Fossi, che ha espresso vicinanza ai lavoratori: “La Regione faccia sentire con forza la propria voce – afferma – e chieda al governo impegni verificabili. Se il percorso previsto non dovesse concretizzarsi, occorrerà un’alternativa industriale che tuteli tutta l’occupazione, valutando anche strumenti di intervento pubblico sulla base di costi, modalità e obiettivi definiti”. Per prima cosa, ha chiesto Fossi, “il governo riapra subito il tavolo al Ministero e chiarisca quali risorse, quali soggetti industriali e quali tempi possano garantire la realizzazione della nuova acciaieria a basse emissioni“, sottolineando che le difficoltà finanziarie di Metinvest e la ricerca di un terzo socio impongono una verifica trasparente”.
