La domanda mondiale di impianti per la generazione di energia è in crescita, e per farvi fronte il gigante Baker Hughes-Nuovo Pignone prova a ripercorrere la strada che aveva abbandonato già due volte: quella di costruire nel porto di Piombino un polo di assemblaggio e collaudo dei grandi moduli industriali per la produzione energetica simile a quello che possiede ad Avenza di Carrara (dove lavorano più di 1.500 persone tra diretti e indiretti) che, dopo essere stato ampliato, oggi è saturo e deve pure fare i conti con i ritardi nel potenziamento del porto di Marina di Carrara (da cui i manufatti partono).
Il gruppo Msc costruirà l’hub produttivo-logistico
L’hub-gemello sorgerà dunque nel porto di Piombino e sarà costruito da Mvn srl, società controllata dal gruppo Msc che è il partner logistico della multinazionale americana leader nelle turbine e compressori per il mercato dell’oil & gas, che in Toscana impiega più di 5.000 addetti negli stabilimenti di Firenze, Massa e Avenza. La notizia dell’investimento a Piombino – che secondo stime si aggirerà sui 50 milioni di euro – è stata data dalla Regione Toscana segnalando l’iter in corso: un avviso pubblicato dall’Autorità portuale del Mar Tirreno settentrionale per il rilascio di una concessione per due aree di oltre 200mila metri quadrati nel porto di Piombino, che segue un’istanza presentata a metà settembre da Mvn.
Nuovi posti di lavoro in arrivo
“Si tratta di un investimento industriale e logistico di grandi dimensioni ad elevati contenuti tecnologici – afferma in una nota il presidente regionale Eugenio Giani – con rilevanti ricadute occupazionali dirette e indirette. Non solo tipiche attività logistico-portuali, ma una vera piattaforma operativa a complemento di una catena di ricerca e sviluppo, ingegneria e produzione made in Tuscany & Italy, che comporterà un’elevata richiesta di competenze e servizi locali”.
Il dialogo con la Regione Toscana
Giani si preoccupa di precisare che l’hub di Piombino si aggiungerà, e non sostituirà, a quello esistente di Avenza “che risulta peraltro saturo per diversi anni a venire grazie all’elevata domanda di prodotti per la transizione energetica” e che l’insediamento di Piombino è anch’esso stato favorito da un dialogo con la Regione Toscana. Non è la prima volta che Baker Hughes prova a insediarsi nel porto di Piombino (aveva tentato anche nel 2014 e nel 2019): “In precedenza l’infrastruttura non era pronta rispetto alle esigenze industriali – aggiunge il presidente della Regione – ora invece le condizioni sono propizie, a patto che le procedure pubbliche siano irreprensibili ma rapide, perché il mercato e le commesse di Baker Hughes non possono aspettare rispetto al cosiddetto time to market e, in caso contrario, salperanno per altri porti nel mondo”.
Giani sollecita l’Autorità portuale
La sollecitazione appare diretta all’Autorità portuale, e si lega alla delusione vissuta nel 2020, quando i tempi troppo lunghi fecero “scappare” il Nuovo Pignone. “Dopo accurate valutazioni di carattere tecnico e commerciale – spiegò all’epoca l’azienda – alla luce delle riviste tempistiche di realizzazione del progetto, e data la carenza di infrastrutture necessarie di servizio pubblico a uso industriale nell’area portuale, abbiamo deciso di orientare l’investimento previsto su Piombino al potenziamento del cantiere industriale già esistente di Avenza”. Ora Avenza non basta più, e gli ordini corposi hanno imposto di tornare sui propri passi.
