Il distretto dell’aerospaziale in Toscana proposto da Leonardo e da Confindustria in questi ultimi mesi ha trovato «la massima disponibilità» del presidente della Regione, Eugenio Giani. Lo afferma Francesco Macrì, presidente del colosso delle tecnologie per la difesa e non solo, che dice di essersi confrontato di nuovo con il governatore e di aver colto «molto entusiasmo tra gli imprenditori e la volontà di realizzarlo». Macrì è tornato sul tema stuzzicato dai giornalisti a margine della la presentazione della nona edizione del Premio giornalistico ‘Estra per lo sport: l’energia delle buone notizie’, promosso da Estra con l’Unione stampa sportiva italiana (Ussi).
“Poi è chiaro che tutto il corredo sindacale e ideologico a cui abbiamo assistito non è il massimo, però è comprensibile, visto che in questo paese siamo in una perenne fase elettorale”, ha aggiunto Macrì, il quale ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se si riferisse ai timori espressi da alcune forze politiche e sindacali per le produzioni di Leonardo legate alla difesa: “Non è mai stato quello il tema, eviterei i dibattiti non fruttuosi e negativi”.
“Il tema non è la difesa, c’è stata ideologia elettorale”
Secondo il manager, “è sembrato quasi che il distretto interessasse a Leonardo” mentre invece “io ho dato un consiglio agli imprenditori e alla Regione, sicuramente non è un qualcosa che vogliamo imporre, anzi Leonardo cresce più serenamente senza i vincoli e gli impegni che un distretto può determinare. Il distretto serve alla Toscana più che a Leonardo. Credo che ci sia la sensibilità di immaginare che una nuova filiera produttiva all’insegna della tecnologia, dell’innovazione e anche di altri settori estremamente innovativi nel campo dell’elettronica, possa determinare un nuovo modello di reindustrializzazione toscana che potrebbe fare la differenza nei prossimi anni”.
No comment, invece, a proposito dell’impegno di Leonardo a reindustrializzare lo stabilimento ex Beko di Siena, annunciato dal ministero per le Imprese e il Made in Italy in occasione dell’ultimo tavolo a Roma. “Sul tema ha parlato il ministro Urso – ha precisato Macrì -, quindi ci atteniamo a quello che ha detto. Per il resto l’azienda, quando e se dovrà dire qualcosa parlerà per bocca dell’amministratore delegato Lorenzo Mariani“.
“Estra tiene alti i valori del fair play anche nell’energia”
Le candidature per il premio giornalistico di Estra, nelle categorie ‘Carta stampata’, ‘Web e blog’ e ‘Televisione,radio e podcast’ vanno inviate entro il 31 gennaio 2027 per articoli e servizi pubblicati, trasmessi o diffusi fra il 1 febbraio 2026 e il 31 gennaio 2027. Nella scorsa edizione i servizi candidati sono stati più di mille. Il progetto per le scuole superiori, avviato lo scorso anno, quest’anno si arricchisce della collaborazione con la Fondazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana. Coinvolgerà cinque istituti di Arezzo, Grosseto, Prato, Siena e Ancona: gli studenti affronteranno fake news, deepfake e intelligenza artificiale.
“Un risultato si archivia, ma una storia ben raccontata resta e con il Premio vogliamo riconoscere chi sa trovarla e darle voce”, ha detto Macrì, osservando che “teniamo alti i valori dello sport perché in essi ci identifichiamo, anche nella mission commerciale. Oggi c’è il Far West nel campo energetico e noi vogliamo essere fedeli ai nostri principi, quindi giocare di squadra, essere leali, usare il fair play”. Il presidente della società ha ricordato che “abbiamo compiuto iniziative commerciali molto rilevanti, abbiamo fatto dei forti sconti anche per rispondere all’appello delle istituzioni che in questi mesi hanno stimolato le compagnie energetiche per ridurre i prezzi”. Più di così, ha spiegato, non si può fare: “Chi opera nel nostro campo opera nel settore dell’intermediazione”, ha detto Macrì, sottolineando che l’azienda lavora da mesi per aumentare l’attività produttiva con “un piano industriale sulle rinnovabili molto rilevante”, perché l’obiettivo è “vendere direttamente l’energia pulita prodotta“.
