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19 ottobre 2026

Gli agricoltori di Coldiretti scendono in piazza, la Regione promette 12 milioni (otto per il caro-gasolio)

Il carburante costerà alle aziende 30 milioni in più nel 2026. Giani annuncia anche contributi per fertilizzanti e assicurazioni.

Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana

Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana

La Regione Toscana si è impegnata a mettere in campo risorse straordinarie contro il caro gasolio agricolo dopo la mobilitazione di Coldiretti a Firenze. Coldiretti Toscana parla di 12 milioni di euro, in gran parte destinati ad abbassare il costo del carburante, e ha sciolto il presidio che aveva preso il via nelle prime ore del mattino, con duemila partecipanti fra agricoltori, allevatori, floricoltori e pescatori, accorsi da tutte le province della regione: le settanta tende da campeggio preparate ai piedi del Battistero sono rimaste chiuse. Secondo l’associazione, i fondi dovrebbero consentire di riportare il costo del gasolio sotto 1 euro al litro.

La presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani, ha consegnato al governatore Eugenio Giani un documento con cinque richieste. Se non fossero arrivate risposte e impegni finanziari precisi, la mobilitazione si sarebbe trasformata in un presidio permanente a oltranza. Giani ha raccolto l’appello e ha indicato la ripartizione delle risorse: tra gli otto e i nove milioni per il gasolio, due milioni per i fertilizzanti e 500mila euro per le assicurazioni contro le calamità climatiche, queste ultime nel bilancio 2027. L’operazione, ha spiegato Giani, avverrà “attraverso una diversa destinazione” dei fondi, che dovrà essere autorizzata dal governo.

I numeri: 30 milioni di costi in più

Secondo un’analisi di Coldiretti Toscana, solo per il gasolio agricolo le imprese regionali spenderanno 30 milioni di euro in più nel 2026. Neppure il periodo del Covid e la guerra in Ucraina, sostiene l’associazione, avevano avuto un impatto così pesante sulla catena produttiva. A ottobre il prezzo del gasolio agricolo ha superato 1,60 euro al litro, con un aumento di 20 centesimi in due mesi. L’associazione parla di prezzi raddoppiati e teme nuovi rialzi, fino a una soglia vicina ai 2 euro al litro.

“Più aspettiamo, più ci faremo male”, attacca Cesani: anche perché, sostiene, se chi produce cibo sano non può più farlo si “spalancano le porte” a prodotti ultraformulati e di dubbia provenienza. I rincari dei fattori produttivi, secondo Coldiretti, ricadono sul carrello della spesa delle famiglie per circa 800 euro in più su base annua. L’associazione collega la crisi alla situazione dello stretto di Hormuz e alle tensioni geopolitiche.

Serre, fiori e pesca: i comparti più esposti

Il comparto più esposto è il florovivaismo. “Lo scorso anno il costo del gasolio incideva per 50 centesimi sul costo finale di uno stelo di lisianthus”, spiega Cesani, riferendosi a una delle principali varietà del distretto della Versilia, pagata all’ingrosso agli agricoltori circa un euro. “Con i prezzi attuali del gasolio, invece – osserva -, la stessa voce di costo peserà per circa un euro, senza contare tutto il resto, portando questa produzione fuori mercato”. Preoccupa anche la stella di Natale, che richiede temperature costanti intorno ai 18 gradi e il riscaldamento continuo delle serre, spesso alimentate a gasolio.

Coldiretti lamenta inoltre situazioni difficili per cerealicoltura, orticoltura, acquacoltura e zootecnia, mentre per la pesca, da Porto Ercole a Viareggio, il fermo di ottobre offre un sollievo inatteso agli operatori. Coldiretti Pesca osserva che “uscire in mare con questi costi è sempre più difficile” e che un guasto o una manutenzione non programmata possono lasciare le imbarcazioni in banchina per giorni o settimane.

Fra le richieste di Coldiretti c’è anche una cambiale agraria a tasso zero di durata minima di 5-7 anni, con interessi interamente coperti dalla Regione e garanzie di Fidi Toscana; e un fondo rotativo regionale che consenta a banche convenzionate e Artea di anticipare il 100% dei saldi e dei premi dei bandi di sviluppo rurale e della Pac. La Regione ha annunciato che prenderà il via, a tal proposito, un tavolo di lavoro sul credito agricolo. Dal canto suo, Giani ha invitato il governo nazionale a fare la sua parte, perché la Regione cerca “di andare a prendere anche l’ultimo euro” nei propri capitoli per sostenere l’agricoltura.

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