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04 novembre 2026

Febbre da midterm a Firenze: sempre più forti i rapporti economici con gli Usa

In un anno export +22,5%. “Le aziende americane sostengono circa 20mila posti di lavoro”, afferma il console Tordella.

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Fra i milioni di curiosi che stanno seguendo i risultati delle elezioni di midterm negli Stati Uniti, con i democratici avviati verso il controllo di Senato e Congresso, ci sono di certo molti operatori economici dell’area metropolitana di Firenze, che con gli Usa hanno consolidati rapporti. Dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026 le esportazioni fiorentine oltreoceano – anche grazie all’exploit di Lilly – hanno raggiunto quota 8,3 miliardi di euro, secondo la rilevazione della Camera di commercio di Firenze, facendo registrare un incremento del 22,5%, “a dimostrazione dell’intensità e della solidità dei rapporti commerciali tra l’area fiorentina e gli Stati Uniti, relazioni non scalfite dalla complessità del quadro internazionale”, sostiene l’ente.

“Mille americani hanno cariche in aziende dell’area”

“Gli ultimi dati, che mostrano una crescita delle esportazioni, sono la cartina di tornasole di quanto i nostri rapporti siano forti e saldi a dispetto delle situazioni congiunturali”, ha detto il presidente della Camera di commercio di Firenze Massimo Manetti, che ha incontrato in sede il console generale Usa per Toscana, Emilia-Romagna e San Marino, Joe Tordella, insediatosi nello scorso mese di agosto. “Il nostro è un territorio che gli americani amano – ha spiegato Manetti – per fare turismo, studiare e luogo dove sviluppare imprese: sono numerose e di rilievo le grandi società Usa che hanno sede nel nostro territorio e sono 1.000 i cittadini nativi Usa che hanno cariche in aziende insediate nel Fiorentino. Vogliamo rafforzare queste relazioni”.

L’export verso gli Usa “rappresenta una componente vitale delle nostre produzioni – ha aggiunto il segretario generale Giuseppe Salvini -, soprattutto per quanto riguarda meccanica avanzata, farmaceutico, tecnologico e aerospaziale, oltre che pelletteria, moda e agroalimentare di qualità. Gli Usa sono il primo mercato di sbocco: anche nell’ultimo anno un quarto delle merci vendute all’estero dalle aziende fiorentine, per la precisione il 23,8%, è andato negli Usa. Altissimo il contributo economico dei flussi di visitatori (2,7 milioni le presenze annuali) e degli studenti: tra i 15.000 e i 18.000 quelli che trascorrono almeno un semestre di formazione nelle Università americane insediate a Firenze”.

“Le aziende Usa sostengono 20mila posti di lavoro a Firenze”

Tordella ha osservato che “l’interscambio commerciale tra gli Stati Uniti e Firenze continua a crescere in entrambe le direzioni” e che “gran parte delle esportazioni americane verso la Toscana è destinata all’area fiorentina, dove grandi aziende americane come Baker Hughes ed Eli Lilly continuano a investire con successo, insieme a numerose realtà più piccole. Nel complesso, le aziende americane presenti nell’area metropolitana di Firenze sostengono circa 20.000 posti di lavoro. Allo stesso tempo, molte aziende fiorentine, grandi e piccole, investono e crescono negli Stati Uniti, anche grazie al nostro programma Select Usa“. (lt)

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