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02 novembre 2026

Acqua, decolla il laboratorio promosso da Kering per difendere il bacino dell’Arno

Tra i finanziatori, oltre al gruppo di Gucci, ci sono Lvmh, Burberry, Giardini di Toscana e Italpreziosi. Ecco i primi progetti.

La presentazione del Water Resilience Lab-Arno Basin in Palazzo Medici Riccardi a Firenze

La presentazione del Water Resilience Lab-Arno Basin in Palazzo Medici Riccardi a Firenze

Alluvione, siccità e inquinamento: tre nemici che possono mettere in ginocchio il bacino del fiume Arno (che si estende su 8.200 chilometri quadrati) e provocare danni miliardari, ora saranno affrontati attraverso un progetto originale, pensato dal gruppo francese del lusso Kering che alla Toscana è particolarmente legato perché qui hanno sede due dei suoi marchi, Gucci e Ginori, e perché qui conta molti stabilimenti (da Yves Saint Laurent a Balenciaga), concerie (a Santa Croce sull’Arno) e molti dei suoi fornitori.

Etifor gestirà il laboratorio

Il progetto – presentato oggi 2 novembre in Palazzo Medici Ricciardi a Firenze, nell’ambito delle celebrazioni per i 60 anni dall’alluvione – prevede un laboratorio sperimentale, chiamato Water Resilience Lab-Arno Basin, già costituito da oltre un anno, che coordinerà gli interventi delle istituzioni pubbliche, imprese, università, comunità scientifica e operatori finanziari lungo il fiume Arno, con l’obiettivo di difendere il bacino dell’Arno che parte dal Casentino, attraversa la piana di Arezzo, scorre a Firenze, Pisa fino al mar Tirreno. A gestire il laboratorio sarà la società Etifor, spinoff dell’Università di Padova che si occupa di consulenza e ricerca nel campo della sostenibilità ambientale.

Una piattaforma comune e finanza innovativa

“La collaborazione tra attori diversi è fondamentale per generare un cambiamento positivo – ha spiegato Marie-Claire Daveu, chief sustainability and institutional affairs officer di Kering – Ciò che è mancato finora è una piattaforma comune che coordinerà progetti diversi, metriche di misurazione, azioni del pubblico e del privato, e svilupperà un modello finanziario innovativo”. Lo strumento a cui si sta lavorando – che affiancherà filantropia, finanziamenti pubblici, crowdfunding e donazioni – è quello dei resilience bond, obbligazioni che saranno emesse da aziende o consorzi per sostenere gli interventi. “Stiamo cercando di coinvolgere il settore assicurativo e bancario e il mondo delle imprese – ha spiegato Alessandro Leonardi, ceo di Etifor – Il nostro obiettivo è rendere la resilienza idrica come nuovo asset class di investimento: vogliamo convertire i rischi futuri in valore presente”.

I primi finanziatori del laboratorio

Tra i finanziatori del Water Resilience Lab ci sono, oltre al gruppo Kering, l’altro gruppo francese del lusso Lvmh, il brand Burberry, il marchio di profumeria artistica Giardini di Toscana, l’azienda aretina produttrice di lingotti in oro Italpreziosi. A questi si aggiungono soggetti che sostengono singoli progetti.

Raccolti finora 1,5 milioni di euro

Finora sono stati raccolti 1,5 milioni di euro, più del 20% di quanto serve per realizzare i primi sei progetti programmati (che valgono sei milioni di euro), tra cui quattro bacini di ritenzione per raccogliere l’acqua e riforestare un’area che abbraccia Prato e Pistoia, lungo i fiumi Bisenzio e Ombrone; la riforestazione del bacino del fiume Era vicino a Pisa; interventi di tutela del territorio a monte di Cerreto Guidi (Firenze) per migliorare la capacità di assorbimento e ritenzione dell’acqua, contribuendo a ridurre il rischio di alluvioni e a proteggere le aree a valle come il distretto conciario di Santa Croce sull’Arno. L’obiettivo finale è trattenere 48 milioni di metri cubi d’acqua nel 2050 per mitigare il rischio alluvione del bacino dell’Arno, riducendo il picco di piena del 16,8%: il laboratorio si farà carico del 25% di questa sfida.

Pubblico e privato insieme

“Non vogliamo sovrapporci al pubblico ma supportarlo – hanno spiegato i promotori del Lab di fronte ai rappresentanti di Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Autorità di Bacino dell’Appennino settentrionale, Università di Firenze, Anci, consorzi di bonifica.  “Il pubblico non basta – ha aggiunto Paolo Tedeschi di Regione Toscana – per vincere la sfida serve la sinergia col privato”.

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