Il Polo Nautico Viareggio
“La nostra operazione ha come obiettivo la tutela di 600 famiglie: prevediamo il riassorbimento di tutto il personale di The Italian Sea Group”. Riccardo Cima, commercialista versiliese, 59 anni di cui 35 spesi a ristrutturare, accorpare, salvare e fondere aziende del settore nautico, è l’uomo che rappresenta la società (ancora da costituire) Polo Nautico Carrara srl, che il 27 luglio si è candidata a partecipare alla gara che dovrebbe essere indetta (con tutta probabilità in settembre) dai commissari giudiziali nominati dal Tribunale di Firenze dopo che il cantiere di superyacht The Italian Sea Group (Tisg), quotato sul mercato Euronext Growth di Borsa Italiana, ha presentato richiesta di concordato ‘in bianco’.
Accanto a Sanlorenzo in arrivo un cantiere internazionale
“Io devo tutelare le famiglie”, ripete Cima precisando che oltre ai 500 dipendenti del cantiere di Marina di Carrara, titolare dei marchi Admiral, Tecnomar e Perini Navi, ci sono anche i 97 dipendenti della falegnameria Celi di Terni, entrata nel 2023 nel perimetro del gruppo Tisg. Per tutti loro è scattata la cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale, ma il futuro rimane incerto e le preoccupazioni salgono. Cima ha chiamato a raccolta i fornitori di Tisg (“c’è chi deve avere due e anche tre milioni”, dice), in tutto una cinquantina, e li ha coinvolti nella sottoscrizione di una piccola quota (il 10%) della costituenda società Polo Nautico Carrara, che avrà come soci di riferimento due cantieri navali: Sanlorenzo, già uscito allo scoperto, avrà il 45% del capitale, mentre l’altro 45% andrà a un secondo operatore leader nei maxiyacht, che Cima per adesso non rivela perché “per aderire al Polo deve prima informare gli organi societari”. L’unica indicazione certa è che si tratta di uno dei primi dieci gruppi del Global Order Book 2026, classifica dei produttori di megayacht che vede al primo posto da 26 anni il gruppo Azimut-Benetti (con 163 progetti in portafoglio per 5.924 metri di lughezza), al secondo posto Sanlorenzo (con 130 progetti per 4.698 metri di lunghezza) e al terzo posto – ma assai distanziato – il cantiere tedesco Lürssen, sede a Brema (con 13 progetti per 1.417 metri di lunghezza).
Lürssen collabora già con Sanlorenzo
Il principale indiziato a entrare nella cordata del Polo Nautico Carrara è Lürssen per due motivi: da più di un anno il cantiere tedesco ha avviato una collaborazione con Sanlorenzo sul fronte della ricerca e sviluppo, in particolare sul terreno dei nuovi sistemi di alimentazione degli yacht, e dunque i rapporti tra i due sono già consolidati; e, secondo motivo, i manager di Lürssen hanno dichiarato nei mesi scorsi di essere interessati a creare una base in Italia, a Marina di Carrara, ma solo a patto che la guida di Tisg non fosse più affidata al fondatore Giovanni Costantino.
Costantino sta lavorando al piano concordatario con i fondi d’investimento
Il patron del cantiere, in realtà, ha più volte ripetuto di voler guidare in prima persona il risanamento del gruppo (venerdì 31 luglio il consiglio di amministrazione approverà il bilancio 2025 che, secondo dati non revisionati, indica una perdita di 163,8 milioni di euro e un patrimonio netto negativo di 382,5 milioni di euro, salito a -399,2 milioni al 30 aprile 2026) e sta trattando con alcuni fondi d’investimento che potrebbero sottoscrivere un aumento di capitale. Una volta che Tisg avrà presentato al Tribunale il piano definitivo di concordato e la proposta ai creditori – la scadenza è all’inizio di settembre – i tre commissari giudiziali dovranno verificare sul mercato la presenza di proposte migliorative, e decidere se indire una gara per l’intero complesso aziendale o se proporre una vendita a pezzi. E qui entrerà in gioco il progetto di Cima, Sanlorenzo & company, così come quelli di altri eventuali candidati: Azimut-Benetti, per bocca della sua presidente Giovanna Vitelli, ha affermato di essere interessata a valutare alcuni asset di Tisg.
Polo Nautico Carrara sull’esempio di Polo Nautico Viareggio
Il progetto coordinato da Cima mira a ripetere ciò che il commercialista-manager ha realizzato nel 2002 con la nascita – al posto dei falliti cantieri Sec – del Polo Nautico Viareggio, una società consortile controllata dal gruppo Sanlorenzo (ha il 53%), che riunisce cantieri nautici e aziende artigiane e gestisce 36mila metri quadrati (di cui settemila fronte mare) dedicati a refitting, riparazioni, alaggio e varo. Nel 2025 Polo Nautico Viareggio srl ha fatturato 2,8 milioni di euro con 35mila euro di utile e 16 dipendenti.
Ecco cosa farà il nascente consorzio
“Polo Nautico Carrara dovrà ultimare le sette-otto commesse di The Italian Sea Group, ricontrattando le condizioni con gli armatori – spiega Cima – ma non sarà un soggetto che va a vendere barche sul mercato. Le barche le venderanno i partner industriali che entreranno nel progetto. Il Polo gestirà l’area e i beni demaniali che sono dati in concessione dall’Autorità portuale, offrendo servizi sul mercato”. L’appello di Cima è a fare presto: “Il tempo è un fattore fondamentale, perché con la cassa integrazione straordinaria le famiglie faticano ad andare avanti. Il nostro progetto prevede il riassorbimento di tutto il personale, 600 dipendenti”. Proprio per capire meglio le intenzioni della cordata, i sindacati hanno già chiesto un incontro a Cima.
Si è dimesso il revisore legale di Tisg
Intanto il 28 luglio si è dimesso il revisore legale di Tisg, BDO Audit Services, lamentando il fatto che la società non avrebbe messo a disposizione documenti fondamentali, tra cui il report forensic predisposto da Kpmg Advisory, che dovrebbe fare chiarezza su irregolarità gestionali, extra budget sulle commesse e eventuali responsabilità di ex manager che avrebbero portato alla crisi finanziaria del gruppo, e la querela presentata da Costantino nei confronti di alcuni ex manager. Tisg oggi, 29 luglio, ha precisato di aver completato, subito dopo aver ricevuto la comunicazione delle dimissioni di Bdo, gli adempimenti per rendere disponibili tali documenti nella propria sede.
Silvia Pieraccini
