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10 luglio 2026

The Italian Sea Group consegna uno yacht di 50 metri e lavora al risanamento (in vista del tavolo regionale del 20 luglio)

La linea Admiral Panorama 50 debutterà al Salone di Monaco. Il cantiere apuano ha chiesto il concordato in bianco.

Silvia Pieraccini
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Il cantiere nautico The Italian Sea Group (Tisg) di Marina di Carrara, quotato in Borsa, annuncia la consegna del primo Admiral Panorama 50, la nuova linea semi-custum con scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio, che conta quattro ponti e sei cabine. Il progetto è firmato da Piredda & Partners in collaborazione col centro stile Admiral.

La linea debutterà al Salone di Monaco

La linea di yacht da 50 metri debutterà ufficialmente in settembre al Monaco Yacht Show 2026. “La consegna del primo Admiral Panorama 50 segna un’evoluzione del segmento semi-custom», spiega in un comunicato Gianmaria Costantino, chief commercial officer di The Italian Sea Group. “Con questa linea – aggiunge – Admiral interpreta le aspettative dell’armatore contemporaneo attraverso uno yacht che unisce efficienza produttiva, affidabilità ingegneristica e i più alti codici del design italiano”.

Si lavora al piano di concordato in attesa del tavolo regionale

E’ la seconda consegna di uno scafo annunciata negli ultimi dieci giorni, che vuol rappresentare un segnale di ripresa delle attività produttive dopo la crisi finanziaria che ha colpito l’azienda nel febbraio scorso e dopo la domanda di concordato in bianco presentata il 1 luglio (a seguito del fallimento della composizione negoziata della crisi). Al momento Tisg sta lavorando al piano di concordato e alla proposta ai creditori da depositare in Tribunale. Intanto i sindacati hanno annunciato di essere stati convocati il 20 luglio al tavolo che sarà aperto dalla Regione, al quale dovrebbero partecipare anche i tre commissari giudiziali – Niccolò Abriani, Riccardo Forgeschi e Manuela Olastri – nominati dal Tribunale. I sindacati hanno già messo le mani avanti: “No allo spezzatino, qualunque ipotesi venga avanti dovrà assicurare la continuità occupazionale”. In ballo c’è il futuro di 500 dipendenti diretti e di 1.500 addetti dell’indotto.

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Silvia Pieraccini

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