Lo yacht Tecnomar for Lamborghini 63 di Tisg
Da una parte c’è il cantiere nautico di Marina di Carrara ‘The Italian Sea Group’ (Tisg) che ha annunciato con un comunicato la consegna a un armatore inglese dello scafo numero 33 del ‘Tecnomar for Lamborghini 63’, yacht nato dalla collaborazione con la casa automobilistica bolognese, indicandolo come esempio “di progressiva ripresa delle attività produttive” dopo la crisi finanziaria che ha colpito l’azienda nel febbraio scorso.
Tre ore di sciopere alla fine di ogni turno
Dall’altra parte ci sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil che esprimono “forte preoccupazione per la situazione che si sta determinando all’interno del cantiere” e che hanno annunciato uno sciopero di tre ore alla fine di ogni turno di lavoro per martedì 30 giugno e per venerdì 3 luglio. Nel cantiere apuano, secondo i sindacati, si lavora realmente solo su due commesse, con “una presenza delle aziende in appalto ormai ridotta al lumicino”. In più ci sarebbe una fuoriuscita di personale che rischierebbe di compromettere la reale capacità di ripartenza del cantiere.
Il cda potrebbe dare il via alla gara per vendere il cantiere spezzino
In mezzo a queste due posizioni resta la crisi di uno dei principali cantieri toscani di maxi yacht, quotato sul segmento Euronext Milan, che nel febbraio scorso contava 530 dipendenti diretti e 1.500 lavoratori dell’indotto, e che ora sta tentando il risanamento attraverso lo strumento della composizione negoziata della crisi. Oggi, 30 giugno, era fissata una riunione del consiglio di amministrazione chiamata ad affrontare, con tutta probabilità, il nodo della vendita del cantiere spezzino ex-Picchiotti utilizzato dal gruppo per il refitting, già indicato come una delle strade da percorrere per recuperare risorse (si parla di circa 25 milioni di euro) da iniettare in azienda. Nel caso si prosegua lungo questo binario, è attesa una gara per scegliere l’offerta migliore.
I sindacati chiedono un tavolo di confronto con le istituzioni
Nel frattempo i sindacati lamentano di non aver più avuto notizie dall’azienda e dal suo patron Giovanni Costantino sulla strada che intende imboccare, visto l’avvicinarsi della scadenza delle misure protettive del patrimonio (a metà luglio), e vista l’ordinanza del Tribunale che ha permesso a cinque armatori di rescindere i contratti stipulati con Tisg e di portare via le barche non completate. Su mandato dell’assemblea dei lavoratori, i segretari territoriali di Fim-Cisl Bruno Casotti, Fiom-Cgil Umberto Faita e Uilm-Uil Giacomo Saisi ora chiedono un tavolo di confronto con le istituzioni “per far luce sulla reale situazione” in cui si trova il cantiere nautico più importante della provincia di Massa-Carrara.
Silvia Pieraccini
