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10 giugno 2026

The Italian Sea Group, accolto il ricorso di cinque armatori. Il Tribunale revoca le misure protettive del patrimonio

La decisione complica il percorso di risanamento del cantiere attraverso lo strumento della composizione negoziata della crisi.

Silvia Pieraccini
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Il Tribunale di Firenze ha accolto il ricorso presentato da cinque armatori contro le misure protettive del patrimonio accordate il 20 aprile scorso al cantiere nautico The Italian Sea Group (Tisg) di Marina di Carrara, produttore di maxiyacht al centro di una crisi finanziaria dopo la scoperta di extra-costi sulle commesse in lavorazione causati, secondo il patron Giovanni Costantino, da manager infedeli (che sono stati denunciati). Il cantiere apuano, quotato sul segmento Euronext Milan, conta 530 dipendenti diretti e 1.500 lavoratori dell’indotto e sta tentando il risanamento attraverso lo strumento della composizione negoziata della crisi, affiancato dal commercialista Enrico Terzani, esperto nominato dalla Camera di commercio.

Gli armatori potranno riprendersi le barche in costruzione

Il ricorso dei cinque armatori, che hanno barche in costruzione nel cantiere, si lega alla richiesta avanzata da Tisg di pagare fino al 40% di prezzo in più rispetto a quanto fissato nei contratti, per contribuire a recuperare le perdite registrate sulle commesse. Ora che il ricorso è stato accolto, gli armatori potranno decidere di non pagare le somme supplementari, oppure potranno risolvere i contratti e riprendersi le barche, non più coperte dalle misure protettive, così da far completare la costruzione altrove. L’udienza al Tribunale di Firenze, riunito in seduta collegiale, si è svolta mercoledì 27 maggio e l’ordinanza è stata depositata oggi, 10 giugno.

Le misure protettive valgono ancora nei confronti dei creditori e degli altri armatori

Secondo quanto si apprende, la revoca delle misure protettive varrebbe solo nei confronti dei cinque armatori ricorrenti. La protezione da azioni esecutive e cautelari sul patrimonio dell’imprenditore o sui beni e diritti con i quali viene esercitata l’attività d’impresa resterebbe valida nei confronti dei creditori e degli altri armatori (in tutto sono 17). Le misure protettive scadranno a metà luglio prossimo. Nonostante la decisione del Tribunale, Tisg ritiene di riuscire a portare avanti il piano di risanamento: il 22 luglio è convocata l’assemblea ordinaria che avrà all’ordine del giorno le delibere conseguenti alla riduzione del capitale sociale sotto i minimi di legge a causa delle forti perdite.

Il comunicato della società

Un comunicato di Tisg, diffuso in serata, conferma gli effetti delle misure protettive, quelle decadute e quelle rimaste in essere. “La società evidenzia che il presente provvedimento non pregiudica la prosecuzione delle interlocuzioni con i principali stakeholder, inclusi armatori, fornitori e istituti finanziari,
nell’ambito delle linee guida del piano di riequilibrio economico-finanziario in fase di esecuzione”, afferma.

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Silvia Pieraccini

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