Tre manifestazioni di interesse per l’area industriale ex Beko di Siena: questo il primo responso positivo, secondo le indiscrezioni, del bando pubblico non vincolante per la locazione del complesso, punto nodale del processo di reindustrializzazione della fabbrica di elettrodomestici dismessa dalla multinazionale turca. Fonti vicine al dossier riferiscono che, delle tre proposte, una proverrebbe da un’azienda delle tecnologie per la difesa, un’altra da un soggetto operante nel campo delle scienze della vita, mentre la terza manifestazione di interesse, pervenuta all’ultimo minuto, non sarebbe ancora stata istruita.
L’azienda del campo della difesa, si spiega, sarebbe la società con sede a Sesto Fiorentino tirata in ballo per la prima volta da Gabriele Corradi, membro del Cda di Sviluppo Industriale Siena in quota Comune, nello scorso mese di aprile: un’impresa interessata a rilevare l’intera area – elemento considerato preferenziale per l’assegnazione – e che avrebbe stretti rapporti con Leonardo. Tanto da far ipotizzare che, nel medio-lungo periodo, la stessa Leonardo potrebbe subentrare direttamente. Alcune settimane fa il deputato senese Francesco Michelotti (FdI) ha spiegato di aver sentito il neopresidente di Leonardo, Francesco Macrì – suo compagno di partito – proponendogli di valutare il sito senese; ma Corradi ha escluso un coinvolgimento diretto dell’azienda.
La procedura è ancora tutta da completare e sul nome dei tre soggetti che si sono fatti avanti, per il momento, c’è riserbo, in una Siena che è concentrata soprattutto sul Palio di Provenzano in arrivo: proprio dopo la carriera del 2 luglio potrebbero esserci novità. Il fatto che il bando non sia vincolante, peraltro, comporta che ci sia ancora tempo per accogliere eventuali altre manifestazioni di interesse, con appuntamento fissato alla fine dell’estate per la scelta di chi potrà rilevare la ex Beko: ma i sindacati sono compattamente a favore di un acquirente unico, che possa reimpiegare tutti e 150 i lavoratori ancora in attesa. (lt)
