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02 novembre 2026

The Italian Sea Group passa a Sri Global Limited per 220 milioni di euro (dopo l’affitto)

Per la definitiva assegnazione serve l’ok del Tribunale. Alla guida ci sarà il manager nautico Vincenzo Poerio. Cosa succede adesso.

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Finisce l’era di Giovanni Costantino alla guida del cantiere di maxiyacht da lui fondato, The Italian Sea Group (Tisg) di Marina di Carrara, quotato in Borsa. Il consiglio di amministrazione della società, riunitosi oggi 2 novembre, ha deciso di imboccare la strada dell’affitto dell’azienda (concordato preventivo in continuità indiretta, come anticipato da T24), seguito dalla cessione, e ha scelto l’offerta della società di investimento Sri Group Global Limited presentata dal finanziere bolognese Giulio Gallazzi, in cordata con la Finvacchi di Bernardo Vacchi (ha il 48%). L’offerta, che ha per oggetto l’intero complesso aziendale, è stata posta alla base del piano di regolazione della crisi appena presentato al Tribunale di Firenze. Sarà lo stesso Tribunale, nell’udienza dell’11 novembre prossimo, a dire l’ultima parola sull’assegnazione della società.

Tisg ha lasciato solo una porta aperta, annunciando che in tempi brevi avvierà “una fase di rilancio per l’acquisizione definitiva della migliore offerta per i creditori e per gli stakeholders, impegnandosi a modificare di conseguenza il piano e la proposta qualora dovesse pervenire un’offerta migliorativa”; e dunque si è riservata la definitiva selezione dell’acquirente del complesso aziendale in continuità. Sri Global Limited ha offerto 220 milioni di euro, impegnandosi a metterne subito altri 40 nel rilancio dell’azienda, e ha annunciato da tempo che assumerà come ceo il manager nautico Vincenzo Poerio, ex ceo del cantiere ligure Tankoa (da cui si è dimesso ieri) e ex ceo di Azimut-Benetti, l’altro concorrente al l’acquisto di Tisg. Poerio ha già detto che ha intenzione di mantenere i marchi in essere, Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Nca Refit.

Costantino ha dovuto cedere la guida di fronte alla pesante situazione finanziaria (292 milioni di debiti scaduti, più altri 95 milioni di debiti non scaduti verso le banche) e all’indicazione arrivata dal Tribunale di Firenze nei giorni scorsi, quando la sezione fallimentare aveva indicato esattamente la strada dell’affitto dell’azienda, seguito dalla cessione, come quella preferita di gran lunga dai creditori.

Visto che l’udienza in Tribunale è fissata per l’11 novembre, Tisg “ritiene possibile arrivare alla stipulazione del contratto d’affitto con l’offerente nella prima settimana di dicembre”.

Il comunicato di Tisg precisa che “il concordato preventivo in continuità aziendale indiretta prevede che
l’attività d’impresa prosegua non in capo alla società, bensì in capo a un soggetto terzo – nel caso di specie l’offerente che sarà selezionato – al quale il complesso aziendale sarà trasferito in esecuzione del piano, con salvaguardia della continuità produttiva e dei livelli occupazionali” nei termini previsti dall’art. 84, comma 2, del CCII. I creditori saranno soddisfatti principalmente con le risorse derivanti da tale trasferimento. I lavoratori passeranno al nuovo soggetto.

La proposta concordataria prevede, oltre alla cessione del complesso aziendale a Sri per 220 milioni preceduto dall’affitto; il pagamento integrale di tutti i crediti privilegiati e pagamento dei crediti chirografari in misura pari a circa il 10%, senza alcun pagamento in favore dei creditori postergati; la cessione ai creditori di tutti i diritti risarcitori e restitutori della società e delle relative azioni, mediante
la loro segregazione in un trust o in un patrimonio destinato, ovvero in altra forma giuridica
da individuarsi. Non è prevista alcuna attribuzione di valore agli azionisti. Dall’omologa
del concordato da parte del Tribunale di Firenze la società sarà posta in liquidazione.

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