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30 ottobre 2026

The Italian Sea Group, si va verso l’affitto dell’azienda (con l’uscita di Costantino)

Il Tribunale di Firenze va incontro ai creditori: l’11 novembre sceglierà tra Azimut-Benetti e Sri Global Limited. Lavoratori tutelati.

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Per risolvere la crisi del cantiere nautico The Italian Sea Group (Tisg) di Marina di Carrara, che conta quasi 500 lavoratori diretti, si va verso l’affitto dell’azienda a uno dei due soggetti che hanno presentato l’offerta per rilevare l’intero complesso: il gruppo nautico Azimut-Benetti da una parte; la società d’investimenti Sri Global Limited controllata dal bolognese Giulio Gallazzi dall’altra (che metterebbe alla guida il manager nautico Vincenzo Poerio e avrebbe come partner industriale il cantiere ligure Tankoa).

La decisione depositata il 29 ottobre

La soluzione dell’affitto del ramo d’azienda trapela dalla decisione depositata il 29 ottobre dalla sezione fallimentare del Tribunale di Firenze, che comunque analizzerà – nell’udienza fissata l’11 novembre prossimo – il piano di risanamento predisposto da Tisg (dovrebbe essere depositato oggi), richiesto sulla base della domanda di concordato preventivo presentata il 1 luglio scorso. L’ipotesi alternativa al concordato preventivo, prospettata sempre da Tisg, sarebbe un piano di ristrutturazione omologato (Pro), che aprirebbe la porta alla ricerca di un investitore disposto a ricapitalizzare la società e alla permanenza del patron Giovanni Costantino: ipotesi che – scrive il Tribunale – trova l’opposizione dei creditori, che invece hanno manifestato il favore per un’altra procedura concorsuale prevista dal Codice della crisi d’impresa, il concordato preventivo in continuità indiretta.

I creditori vogliono l’affitto dell’azienda

Significa, in sostanza, passare la gestione dell’azienda a un soggetto diverso dal debitore per salvaguardare l’attività e i posti di lavoro attraverso l’affitto, valorizzando “una delle offerte di acquisto di tutto il compendio pervenute (asset deal), che consentirebbe di soddisfare le maggiori esigenze dei creditori”. In particolare, attraverso l’affitto si avrebbe la ripresa immediata dell’attività caratteristica, per proseguire la lavorazione delle imbarcazioni in cantiere e evitare l’aumento di costi in prededuzione; e si otterrebbe la tutela dei livelli occupazionali, visto che tutti i lavoratori passerebbero al nuovo soggetto. Da novembre 2026, peraltro, Tisg ha dichiarato di non avere più risorse per sostenere la continuità aziendale.

Udienza deciva l’11 novembre

Dunque sarà il Tribunale, nell’udienza dell’11 novembre, a decidere se accettare il piano di risanamento che sarà presentato da Tisg oppure, in caso di insostenibilità del piano, se affittare l’azienda a uno dei due offerenti che dà maggiori garanzie, Azimut-Benetti (che ha adeguato la propria offerta d’acquisto dell’intero cantiere a 210 milioni di euro) o Sri Global Limited (che ha offerto 260 milioni, di cui 220 per l’acquisto e 40 per i primi investimenti per ripartire).

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