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04 novembre 2026

Olio, Coricelli-Migasa in pole per Deoleo (e Carapelli). Sul piatto 545 milioni

Gli advisor della vendita avrebbero espresso parere favorevole alla cordata italo-spagnola. Il progetto industriale punta a mantenere unito il gruppo, mentre restano da sciogliere i contrasti tra gli azionisti.

Lo stabilimento di Coricelli a Spoleto

Lo stabilimento di Coricelli a Spoleto

La corsa per il controllo di Deoleo, il colosso spagnolo dell’olio d’oliva che controlla Carapelli, potrebbe essere arrivata a una svolta. La cordata formata dall’italiana Pietro Coricelli e dalla spagnola Migasa avrebbe conquistato un vantaggio sui concorrenti, non soltanto per il valore dell’offerta, ma anche per le caratteristiche finanziarie e industriali della proposta. L’operazione riguarda un gruppo con un fatturato intorno al miliardo di euro, proprietario di Carapelli e titolare dei diritti di commercializzazione del marchio Bertolli. La partita interessa direttamente la Toscana, dove Carapelli possiede lo stabilimento di Sambuca Val di Pesa, in provincia di Firenze. L’acquisizione potrebbe portare l’azienda all’interno di un polo oleario con ricavi aggregati vicini ai quattro miliardi di euro.

Il vantaggio di Coricelli e Migasa

Le offerte vincolanti sono state presentate il 26 ottobre. Secondo quanto riferisce ItaliaOggi, quella della famiglia umbra Coricelli e del gruppo spagnolo Migasa avrebbe raggiunto 545 milioni di euro, superando di 20 milioni la proposta di Acesur, mentre Dcoop si sarebbe fermata poco più in basso. Ma a fare la differenza non sarebbe soltanto il prezzo. Gli advisor incaricati di seguire l’operazione, William Blair e Kpmg, avrebbero già espresso un orientamento favorevole alla cordata italo-spagnola.

La solidità finanziaria delle offerte rappresenta uno dei punti più delicati. La proposta di Dcoop, secondo le indiscrezioni, prevederebbe il pagamento differito di una parte del corrispettivo, attraverso finanziamenti sottoscritti dalle cooperative aderenti. Una soluzione potenzialmente meno interessante per i venditori rispetto a un pagamento integralmente disponibile alla conclusione dell’operazione.

Un gruppo da mantenere unito

Il progetto industriale potrebbe costituire l’altro elemento decisivo. La rivista specializzata spagnola Alimarket ha riferito il 4 novembre che Coricelli e Migasa intenderebbero conservare Deoleo come un’unica realtà industriale e commerciale, evitando lo smembramento delle attività. Un orientamento che assume particolare importanza dopo le ipotesi circolate nei mesi scorsi su possibili acquisizioni separate di marchi e attività del gruppo.

Per Carapelli, tuttavia, non sono ancora emersi impegni specifici. Non si conoscono eventuali programmi di investimento per Sambuca Val di Pesa, né le possibili conseguenze dell’integrazione con le strutture produttive di Coricelli e Migasa.

La concorrenza spagnola e il rischio Antitrust

L’alleanza tra Coricelli e Migasa ha modificato gli equilibri della gara. La famiglia Coricelli partecipa attraverso Farmers Elite Global, holding con sede a Siviglia, grazie a un accordo con la famiglia Gallego, proprietaria di Migasa. Sul fronte opposto restano Acesur e Dcoop, che secondo le ultime indiscrezioni avrebbero presentato offerte economicamente distinte, pur valutando una possibile collaborazione commerciale, soprattutto negli Stati Uniti.

Proprio il mercato americano rappresenta uno dei principali ostacoli per Dcoop, che possiede il 50% di Pompeian, uno dei marchi leader dell’olio d’oliva negli Stati Uniti. L’integrazione con le attività di Deoleo, particolarmente forte attraverso Bertolli, potrebbe sollevare problemi di concentrazione. La proposta Coricelli-Migasa sembrerebbe invece presentare minori criticità sotto il profilo della concorrenza, un elemento che potrebbe pesare sulla scelta finale insieme al prezzo e alle garanzie finanziarie.

La decisione frenata dai contrasti tra gli azionisti

A complicare il percorso verso la vendita ci sono anche le divergenze tra i fondi CVC Partners e Alchemy Partners, azionisti di Deoleo. La complessità delle offerte e il rischio di eventuali contestazioni sulla procedura potrebbero rendere necessario un pronunciamento del consiglio di amministrazione. La conclusione dell’operazione, inizialmente attesa dopo la presentazione delle offerte vincolanti, non ha quindi ancora una data certa.

Carapelli, quale futuro per lo stabilimento toscano?

L’eventuale successo di Coricelli-Migasa darebbe vita a un operatore di dimensioni internazionali, con una presenza significativa nei mercati europei e americani e un portafoglio di marchi particolarmente ampio. La nuova proprietà dovrebbe però confrontarsi anche con gli equilibri della filiera italiana. Coricelli è legata ad accordi con Coldiretti-Unaprol, mentre Carapelli ha sviluppato rapporti con Cia-Italia Olivicola. L’integrazione potrebbe modificare i rapporti commerciali e le strategie di approvvigionamento dell’olio italiano. (reddcm)

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