Si complica la vendita dello stabilimento chimico Inovyn di Rosignano, il più grande impianto italiano per la produzione di cloro e soda caustica, dal gruppo britannico Ineos all’italiana Esseco Industrial. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di aprire un’istruttoria sull’operazione, ravvisando possibili rischi per la concorrenza. Una decisione che non equivale a una bocciatura dell’acquisizione, ma che ne blocca per il momento il perfezionamento e apre un’incognita sui tempi del passaggio di proprietà, inizialmente previsto entro la fine del 2026.
Il provvedimento, adottato il 27 ottobre e pubblicato nel bollettino dell’Antitrust del 2 novembre, riguarda l’acquisizione dell’intero capitale di Inovyn Produzione Italia da parte di Esseco Industrial, società del gruppo piemontese della famiglia Nulli. L’accordo, annunciato il 21 aprile scorso, comprende lo stabilimento di Rosignano, con oltre 160 dipendenti, e quello di Tavazzano, in provincia di Lodi, con oltre 25 addetti.
Perché l’Antitrust teme una concentrazione eccessiva
Al centro delle preoccupazioni dell’Autorità ci sono soprattutto due prodotti della chimica di base: l’acido cloridrico e l’ipoclorito di sodio, utilizzati in numerose lavorazioni industriali e nel trattamento delle acque.
Secondo le valutazioni preliminari dell’Antitrust, l’aggregazione delle attività dei due gruppi potrebbe determinare quote particolarmente elevate nei rispettivi mercati nazionali: superiori al 50% per l’acido cloridrico e al 60% per l’ipoclorito di sodio. Una concentrazione che potrebbe ridurre la pressione concorrenziale e rafforzare significativamente la posizione del nuovo gruppo.
L’istruttoria dovrà verificare se questi rischi siano effettivi e se l’operazione possa essere autorizzata, eventualmente attraverso misure correttive. Non è dunque escluso che la vendita possa andare in porto, ma il percorso si presenta più complesso di quanto inizialmente previsto.
Il progetto industriale: raddoppiare la capacità produttiva
Il rilievo dell’Antitrust interviene su un’operazione che Esseco ha presentato come strategica per rafforzare la propria presenza nella chimica europea. Annunciando l’accordo, Francesco Nulli, amministratore delegato di Esseco Group e presidente di Esseco Industrial, ha spiegato che l’acquisizione avrebbe consentito di raddoppiare la capacità produttiva della divisione cloro-alcali Altair Chemical, ampliando la presenza del gruppo nei derivati del sodio e del potassio.
Il progetto prevede una progressiva integrazione e specializzazione degli stabilimenti, con interventi di ottimizzazione per migliorarne l’efficienza. Tavazzano avrebbe assunto anche una funzione di polo logistico per il Nord Italia. Nelle intenzioni dell’acquirente, l’aumento delle dimensioni industriali consentirà di affrontare meglio la concorrenza internazionale, in un settore europeo penalizzato dagli elevati costi energetici e dalla pressione dei produttori extraeuropei.
È proprio qui che emerge il nodo dell’operazione: quello che per Esseco rappresenta un rafforzamento necessario per competere sui mercati internazionali potrebbe tradursi, secondo l’Antitrust, in una concentrazione eccessiva sul mercato italiano.
Le rassicurazioni al Comune su investimenti e occupazione
Per Rosignano, l’incertezza riguarda anche le prospettive industriali di uno stabilimento strategico per la chimica nazionale. Dopo l’annuncio dell’acquisizione, il 22 giugno scorso il responsabile delle relazioni istituzionali di Esseco Industrial, Davide Crippa, aveva incontrato il sindaco Claudio Marabotti e la giunta comunale. In quell’occasione, secondo quanto comunicato dall’amministrazione, Esseco aveva fornito rassicurazioni sulla volontà di investire nel sito e sull’attenzione al mantenimento dei livelli occupazionali. Era stata inoltre sottolineata l’importanza della sostenibilità ambientale e dell’approvvigionamento energetico, uno dei principali fattori di costo per l’industria chimica.
Già a maggio, durante un tavolo convocato dalla Regione Toscana, le organizzazioni sindacali avevano chiesto un piano industriale chiaro, con garanzie su occupazione, investimenti e continuità produttiva.
Un ulteriore elemento riguarda le attività di ricerca e sviluppo presenti a Rosignano, destinate a rimanere sotto il controllo di Ineos Inovyn attraverso uno scorporo dal perimetro della cessione. (redcm)
