Si complica il percorso di auto-risanamento di The Italian Sea Group (Tisg), il cantiere nautico di Marina di Carrara (marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi), quotato in Borsa (con più di 500 dipendenti diretti e 1.500 nell’indotto) finito in crisi finanziaria nel febbraio scorso, situazione che ha portato a richiedere il concordato ‘in bianco’ (dopo il fallimento della composizione negoziata della crisi).
A fine 2025 la posizione finanziaria netta era negativa per 130 milioni
Sono stati sei mesi di “fuoco” per azienda, lavoratori, sindacati, ma non è finita. Nel consiglio di amministrazione tenutosi venerdì scorso, 31 luglio, è stato approvato il bilancio consolidato 2025, chiuso con ricavi a 295,1 milioni (-27%) e una perdita di 170,9 milioni, risultati che l’azienda attribuisce a “inefficienze operative e comportamenti impropri da parte di alcuni manager”. La posizione finanziaria netta è negativa per 129,6 milioni (ma non sono compresi i debiti tributari e commerciali). Il portafoglio ordini al 31 dicembre 2025 è pari a 1,03 miliardi (era 1,24 miliardi a fine 2024) e si riduce a 349,5 milioni al netto dei ricavi già iscritti nel conto economico (net backlog).
Secondo ricorso perso da Tisg di fronte al Tribunale
Questi valori ora sono però messi a rischio dal secondo ricorso perso da The Italian Sea Group di fronte al Tribunale: il 31 luglio la sezione fallimentare del Tribunale di Firenze ha respinto l’istanza con cui il cantiere chiedeva la sospensione dei contratti di costruzione delle barche in corso (a eccezione delle commesse 606 e 614 in fase di consegna) per “disporre del tempo necessario per completare la verifica della marginalità delle singole commesse (anche alla luce delle trattative con gli armatori)”. La maggior parte degli armatori (in tutto sono 17) si sono opposti all’istanza, che è appunto stata respinta con la motivazione che la mancata sospensione è coerente col piano di risanamento “e funzionale alla sua esecuzione” e che “l’assetto conseguente non impedisce il raggiungimento di accordi con gli armatori”. Il provvedimento – fa sapere l’azienda – lascia pertanto inalterati i contratti di costruzione e i relativi
obblighi e rimedi delle parti, “fra i quali la facoltà degli armatori (ove integrati i relativi presupposti) di sciogliersi dai contratti, con conseguente cristallizzazione delle relative posizioni creditorie”.
Cinque armatori non pagheranno somme supplementari
Già nel giugno scorso il Tribunale di Firenze aveva accolto il ricorso presentato da cinque armatori contro le misure protettive del patrimonio (accordate a Tisg il 20 aprile), decisione che ha permesso loro di non pagare le somme supplementari (fino al 40% di prezzo in più) chieste dal cantiere rispetto a quanto previsto dai contratti a causa della supposta emersione di extra costi, oppure di risolvere i contratti e riprendersi le barche.
Aumento di capitale e strumenti finanziari partecipativi
Il consiglio di amministrazione di venerdì scorso, presieduto dal patron Giovanni Costantino che è dimissionario, ha deliberato di proporre all’assemblea straordinaria, che è stata convocata per il 30 settembre, un aumento di capitale fino a 140 milioni in cinque anni (anche mediante conferimenti in natura, come la conversione dei crediti vantati verso la società) e la possibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi (che non costituiscono capitale sociale) fino a 150 milioni di euro, a fronte di apporti in denaro, in natura o di crediti. L’esigenza, spiega Tisg, è quella di “dotare il consiglio di amministrazione di strumenti flessibili e prontamente attivabili per il rafforzamento patrimoniale della società, funzionali all’esecuzione della manovra finanziaria e del piano in corso di predisposizione nell’ambito della procedura ex art. 44 del Codice della crisi”.
Piano di risanamento da presentare entro l’inizio di settembre
Il piano di risanamento, secondo quanto previsto dal Tribunale, dovrà essere presentato entro l’inizio di settembre: “Alla data – scrive ora Tisg – permangono significative incertezze sulla continuità aziendale, la cui risoluzione dipende anche da fattori esterni al controllo degli amministratori come la riuscita delle diverse iniziative sottese al piano di risanamento già reso noto. Gli amministratori, tuttavia, ritengono sussistente la ragionevole aspettativa di prosecuzione dell’operatività per almeno dodici mesi e hanno pertanto redatto il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 nel presupposto della continuità aziendale”.
Ci sono già pretendenti all’acquisto di Tisg
Intanto si fanno avanti i possibili pretendenti all’acquisto di Tisg: la prima mossa è di una cordata viareggina guidata da Riccardo Cima col cantiere Sanlorenzo che ha annunciato di voler partecipare alla gara che, con tutta probabilità, sarà indetta dei tre commissari nominati dal Tribunale.
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Silvia Pieraccini
