Aldo Cursano e Franco Marinoni, presidente e direttore di Confcommercio Toscana
Confcommercio Toscana, l’organizzazione che rappresenta circa 50mila imprese del commercio, servizi, turismo e terziario, si appresta ad azzerare i vertici – il presidente Aldo Cursano, in carica dal 2021, e il direttore Franco Marinoni, al timone dal 2013 – e a ripartire da zero. La resa dei conti avverrà nel consiglio direttivo fissato per il 14 settembre.
Il contrasto, all’interno di una federazione regionale formata dalle associazioni territoriali, si gioca tra il “centro” (cioè Firenze) e la periferia (cioè le altre province); queste ultime, in occasione del rinnovo della presidenza, hanno chiesto un allargamento della governance. Secondo quanto filtra, sarebbero state disponibili a rivotare Cursano, ma chiedevano che nella giunta sedessero tutte le associazioni provinciali (oggi ci sono solo Firenze-Arezzo, Livorno-Pisa e Pistoia-Prato) e che il direttore Marinoni fosse affiancato da un comitato formato da tutti gli altri direttori.
La “trattativa” non è andata a buon fine, e a quel punto le sei associazioni si sono rifiutate di votare il bilancio 2025 che, secondo loro, conterrebbe peraltro delle ombre (da verificare se alcuni dipendenti di Confcommercio Toscana abbiano lavorato per Confcommercio Firenze oltre alla legittimità di alcuni rimborsi). Di fronte a questo rifiuto, si è consumato lo scontro.
A questo punto si dà per scontata l’uscita da Confcommercio Toscana del presidente Cursano, 63 anni, titolare di un bar e di un ristorante (che è anche presidente vicario di Fipe, la federazione pubblici esercizi) – che a “La Nazione” ha detto che non si ricandiderà – e del direttore Marinoni, 70 anni, laureato in legge (che rimarrà alla direzione di Confcommercio Firenze-Arezzo), in pensione. Ora si apre una nuova partita in cui le associazioni provinciali chiederanno trasparenza e rendicontazione. (em)
