Il "ponte sospeso" a Mammiano, sulla Montagna Pistoiese
Un’estate sostanzialmente stabile, con la montagna che si distingue per una crescita significativa e prospettive autunnali improntate alla prudenza. È il quadro che emerge dalle prime stime del Centro studi turistici di Firenze per Toscana Promozione Turistica, elaborate su un campione di 765 imprese ricettive. Le presenze estive in Toscana sono aumentate appena dello 0,8%, raggiungendo 27,5 milioni di pernottamenti, a fronte di 6,8 milioni di arrivi. A sostenere il risultato è soprattutto la domanda straniera, con 15 milioni di pernottamenti (+0,9%). Quella italiana si attesta a 12,5 milioni (+0,6%). Differenze minime anche tra alberghi (+0,7%) e strutture extralberghiere (+0,8%).
Montagna a + 4,9%, città d’arte in negativo
Le differenze più significative emergono tra le destinazioni. La montagna registra un incremento del 4,9%, nettamente superiore alla media regionale. Crescono anche campagna e collina (+1,5%) e località costiere (+1,1%). Arretrano invece città e centri d’arte (-0,2%) e località termali (-0,8%). Tra i mercati esteri aumentano soprattutto i flussi da Francia, Polonia, Repubblica Ceca e Belgio, mentre risultano in calo Germania, Stati Uniti, Spagna e Giappone.
«I dati ci consegnano un quadro positivo, ma non uniforme», commenta l’assessore regionale al turismo Leonardo Marras. La riduzione della capacità di spesa e il rallentamento delle città d’arte, osserva, impongono di lavorare sulla qualità dell’offerta e sulla distribuzione dei flussi. Secondo Marras, le alte temperature hanno inoltre favorito le destinazioni costiere, collinari e montane.
Settembre quasi fermo, cresce l’incertezza
Le prenotazioni per settembre indicano un incremento stimato di appena lo 0,2%, con oltre 6,5 milioni di pernottamenti attesi. Le prospettive peggiorano per l’ultimo trimestre dell’anno: il 34% degli operatori teme una flessione della domanda, mentre soltanto l’8,6% prevede un’ulteriore crescita. «Il dato di settembre è incoraggiante, ma guardiamo ai prossimi mesi con prudenza», conclude Marras, indicando nella destagionalizzazione e nella competitività dell’offerta le priorità per il settore. (redcm)
