Era il 1 settembre 2022 quando il Governo dette il via libera all’impianto eolico sul crinale del Monte Giogo di Villore, in Mugello, sette pale alte 99 metri nei Comuni di Vicchio e Dicomano con una potenza di 30 Mw, destinate a produrre 80 milioni di kilowattora l’anno. L’impianto era stato autorizzato dalla Regione Toscana nel febbraio precedente, ma poi bloccato dalla Soprintendenza per motivi ambientali. Il Consiglio dei ministri, su proposta del premier Mario Draghi, intervenne per sbloccarlo, utilizzando poteri previsti dalla legge.
L’impianto in Mugello non è ancora in funzione
A distanza di quattro anni da quel via libera, l’impianto promosso dalla multiutility veronese Agsm (oggi Magis) – uno dei pochi parchi eolici autorizzati in Toscana – non è ancora in funzione. Ricorsi, stop temporanei e pesanti atti di sabotaggio subiti dai mezzi di cantiere hanno ritardato i lavori. L’azienda veronese nell’agosto 2025 ha presentato una variante per modificare la viabilità esistente e i percorsi di accesso, che è stata autorizzata dalla Regione nell’aprile scorso. Ora la Città Metropolitana di Firenze dà il via agli espropri con un avviso ai soggetti proprietari dei terreni interessati. Sulla fine dei lavori, che avrebbero già dovuto essere conclusi, oggi non si fanno più previsioni.
La Toscana tra le regioni più indietro nell’installazione di rinnovabili
La vicenda ripropone la difficoltà della Toscana nel realizzare gli impianti di energie rinnovabili, in particolare quelli eolici che, al momento, danno solo il 2,8% dell’energia verde prodotta nella regione. L’ultima rilevazione (dati Terna al 30 settembre) sull’installazione di potenza rinnovabile prevista dal Piano nazionale energia e clima entro il 2030, vede ancora la Toscana tra le regioni più indietro (con Sardegna, Calabria e Puglia): mancano all’appello 305 Mw rispetto all’obiettivo intermedio. Nei prossimi quattro anni la Toscana dovrà installare 3.282 megawatt, un traguardo che appare davvero difficile da raggiungere.
I provvedimenti regionali sono fermi al palo
I provvedimenti regionali annunciati nei mesi scorsi dal presidente Eugenio Giani e dall’assessore all’Ambiente, David Barontini, che avrebbero dovuto semplificare il quadro normativo e dare impulso all’installazione di rinnovabili, sono fermi nelle commissioni del Consiglio regionale da fine giugno: si tratta di due proposte di legge sulle Aree idonee alla realizzazione di impianti rinnovabili e sulla Semplificazione dei regimi amministrativi per gli impianti rinnovabili, e del Piano regionale per l’individuazione delle zone di accelerazione (Prizat), previsto dalla direttiva europea 2023/2413, che la Toscana ha deciso di utilizzare per semplificare ulteriormente le procedure solo per gli impianti fotovoltaici.
