Non ci sono solo i ritardi nell’installazione diegli impianti di energie rinnovabili a turbare i sonni degli amministratori regionali. Il nuovo fronte di scontro – questa volta tutto interno alla Giunta toscana – ha per oggetto i rifiuti, altro tasto dolente della politica regionale e fonte di proteste per la carenza di impianti di smaltimento.
L’impianto può trattare 177mila tonnellate di rifiuti all’anno
Il Comune di Peccioli (Pisa), che 40 anni fa decise di investire in una discarica diventata risorsa economica, sociale (grazie all’azionariato popolare) e culturale, quattro anni fa ha proposto la costruzione di un innovativo impianto di ossicombustione, destinato a trattare fino a 177mila tonnellate annue di rifiuti solidi e 75mila tonnellate di percolato attraverso una tecnologia innovativa di ossidazione termica senza fiamma. Il progetto – presentato a seguito di un avviso pubblico emesso nel 2021 dalla Regione Toscana per raccogliere proposte innovative di gestione dei rifiuti dai territori – è promosso da Belvedere spa (la società della discarica) e dalla società mista Novantosc srl.
Via libera della conferenza dei servizi
Nel giugno scorso l’impianto ha ricevuto il via libera della conferenza dei servizi. Ma lunedì 31 agosto la Giunta regionale, chiamata a dare l’ultimo ‘sì’, ha rinviato l’esame della delibera per i contrasti all’interno della Giunta. L’assessore regionale all’Ambiente, Luca Barontini (M5S), ha infatti espresso “forte perplessità” sul progetto dell’ossicombustione, sottolineando che il Movimento 5 Stelle “ha sempre sostenuto che la priorità debba essere la prevenzione della produzione dei rifiuti, il riuso, il riciclo e il recupero di materia”. Perplessità sono state espresse da Barontini anche sulla tecnologia, che “non ha precedenti su scala industriale nel trattamento dei ridiuti urbani residui”. La reazione del super-sindaco di Peccioli (è in carica da sette mandati), Renzo Macelloni, è stata dura: ha scritto una lettera aperta al presidente della Regione, Eugenio Giani, per chiedergli di decidere subito. L’assessore Barontini ha ribadito però la sua posizione precisando che “il punto è capire se questa sia la soluzione più coerente con il modello che vogliamo costruire nei prossimi decenni”. Secondo Macelloni, invece, l’impianto permetterebbe di chiudere il ciclo dei rifiuti non riciclabili, superando il vecchio modello dei termovalorizzatori.
Le strade che la Giunta ha davanti
Il botta e risposta tra Macelloni e Barontini è andato avanti anche oggi, 2 settembre, con Giani che per adesso ha preso tempo dopo aver detto nelle settimane scorse che la posizione di Barontini non è quella della Giunta regionale. In ogni caso la Giunta regionale guidata dal cosiddetto “campo largo” Pd-M5S-Avs-Casa Riformista, alla sua prima dialettica su un tema delicato come i rifiuti, si trova in un vicolo cieco: impossibile per Giani non dar seguito al parere positivo della conferenza dei servizi, impossibile per Barontini arretrare dopo le pesanti dichiarazioni di questi giorni. Le vie d’uscita sono poche: o Barontini si dimette per lasciare spazio all’approvazione della delibera, oppure esce gattopardescamente dall’aula quando arriverà il momento del voto della Giunta. Per Giani un bel grattacapo, dopo quello dei giorni scorsi sulle rinnovabili.
Silvia Pieraccini
