La darsena del porto Mediceo di Livorno dove sta nascendo il Marina
Il futuro del Porto Mediceo prende forma con un investimento da oltre 20 milioni di euro. È questa la cifra che D-Marin mette sul piatto per realizzare Marina Livorno, il nuovo approdo turistico destinato a cambiare il volto del waterfront cittadino. Il progetto, illustrato al recente Salone Nautico di Genova, prevede 815 posti barca, di cui circa cento riservati alle grandi imbarcazioni, e la possibilità di accogliere superyacht fino a 80 metri. I lavori sono già partiti e il completamento è previsto entro la fine del 2027. La scommessa è attrarre la nautica di alta gamma e trasformare gli ormeggi in opportunità economiche per cantieri, servizi e attività cittadine.
D-Marin, una rete di 28 porti turistici in nove Paesi
Fondata nel 2003, D-Marin gestisce 28 marine in nove Paesi, con oltre 14.300 posti barca e più di 50mila clienti all’anno. La rete si estende dal Mediterraneo al Golfo Persico. L’Italia è uno dei mercati strategici del gruppo: dal 2023 le destinazioni sono passate da una a otto, tra cui Porto Mirabello alla Spezia, Varazze, Marina degli Aregai, San Lorenzo al Mare, Punta Faro a Lignano Sabbiadoro e, in Sardegna, Marina di Olbia e Molo Brin. Sul fronte societario, il fondo CVC Capital Partners ha annunciato nel luglio 2026 la cessione del gruppo a InfraVia Capital Partners, con perfezionamento previsto entro l’anno.

Un progetto integrato con la città
La nuova marina sta nascendo nel cuore del Porto Mediceo, tra la Fortezza Vecchia, il quartiere Venezia e il centro cittadino. L’obiettivo è realizzare una struttura integrata nel waterfront, collegata direttamente alla città e ai suoi servizi. Un elemento strategico è la vicinanza dei cantieri Azimut Benetti nell’area di Porta a Mare, che apre la possibilità di offrire refitting e manutenzione a pochi passi dagli ormeggi. Il gruppo Azimut Benetti risulta anche partner societario nell’operazione, con una percentuale del 50%.
«Azimut Benetti è una delle eccellenze italiane per quanto riguarda lo yachting: confermo che si tratta di una collaborazione che stiamo facendo insieme. Non vogliamo costruire semplicemente un porto turistico, ma creare una destinazione sostenibile, aperta e integrata con la città», spiega Luca Daniele Bordin, Region Director & Board Member di D-Marin.

I lavori e le prospettive per l’indotto
La prima fase è già operativa, mentre una seconda tranche dovrebbe essere completata entro dicembre. Gli interventi proseguiranno nel 2027, con il completamento dell’intera marina previsto entro la fine dell’anno. «Abbiamo già una serie di posti occupati, c’è grande fermento» conferma Bordin.
La sfida è trasformare l’arrivo dei superyacht in una ricaduta economica diffusa. L’impatto, secondo D-Marin, potrà coinvolgere ristorazione, alberghi, trasporti, commercio, manutenzioni e servizi tecnici. La presenza di cantieri specializzati e la vicinanza alle principali destinazioni turistiche regionali possono favorire una permanenza più lunga delle grandi imbarcazioni e dei relativi equipaggi.
«Le ricadute saranno sicuramente importanti. Eviterei di dare delle cifre già oggi specifiche per la città, però dobbiamo tener conto che una marina genera un indotto sicuramente molto più ampio rispetto all’ormeggio» sottolinea Bordin.

Dieci milioni investiti in tecnologia
Il progetto combina infrastrutture, assistenza e servizi digitali. Il gruppo indica un investimento in tecnologia di 10 milioni di euro, con un ecosistema digitale composto da app, colonnine e sensori intelligenti. Il programma Happy Berth Days consente inoltre ai titolari di ormeggi annuali, secondo le condizioni previste, di usufruire di posti barca gratuiti nelle altre destinazioni aderenti.
«Oggi un capitano non cerca soltanto un buon posto barca, come avveniva appena un decennio fa», è il concetto espresso da D-Marin. «Il target è diventato al contrario quello di inserirsi in un ecosistema capace di far funzionare la barca, garantire servizi all’equipaggio e all’armatore e, allo stesso tempo, prestare attenzione all’ambiente». Il gruppo ha ottenuto il riconoscimento EcoVadis Gold, che lo colloca nel miglior 5% delle imprese valutate a livello globale per le performance ESG.
Andrea Puccini
