Palazzo Gualfonda a Firenze
Insieme a chiese, teatri, ville e siti archeologici, anche realtà dell’economia del territorio quest’anno figurano fra i 30 luoghi, solitamente non accessibili al pubblico, che sabato 10 e domenica 11 ottobre in Toscana saranno visitabili per la 15/a edizione delle Giornate Fai d’Autunno, l’appuntamento promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano. “Una preziosa occasione per scoprire i tesori del territorio, promuovere e tutelare il nostro patrimonio storico, artistico e ambientale”, ha sottolineato Rosita Galanti Balestri, presidente Fai Toscana.
“Raccontiamo un paese operoso e produttivo”
L’edizione 2026 si propone di valorizzare saperi, antichi mestieri, tradizioni manifatturiere, creatività ed eccellenze produttive. “Prestiamo particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy – afferma Galanti Balestri -, così raccontiamo un Paese che ha la capacità di generare idee e di sapere fare, si distingue per l’operosità e la produttività”. Tra le aperture previste a Firenze, così, accanto a luoghi della fede come l’ex chiesa di San Carlo dei Barnabiti, aprirà al pubblico il Palazzo della Banca d’Italia in via dell’Oriuolo, così come il cinquecentesco Palazzo Gualfonda, sede di Confindustria Toscana Centro e Costa, che ospitò i celebri festeggiamenti per le nozze di Maria de’ Medici con Enrico IV di Francia
A Prato sarà possibile visitare la Fabbrica Lucchesi, con il suo patrimonio legato alla tradizione tessile: un opificio dei primi del Novecento, con capriate lignee a vista e la struttura addossata alle mura trecentesche perfettamente restaurate, e la possibilità di scoprire oltre un secolo di collezioni in un archivio privato unico per ricchezza e varietà, una collezione suddivisa per tipologie di tessuto, filati utilizzati, finissaggi impiegati, fra antichi volumi, cataloghi, disposizioni tecniche scritte a china, macchinari d’epoca e preziosi abiti da collezione che convivono con la tecnica e la creatività contemporanea.
Fra luoghi del vino e atelier del saper fare
Poco distante, a Montemurlo, aprirà al pubblico Villa Strozzi, costruita tra il XVI e il XVII secolo, sede dell’azienda vinicola Marchesi Pancrazi, mentre nel territorio di Gaiole in Chianti apertura straordinaria per Badia a Coltibuono. A Lucca sarà visitabile l’Atelier Ricci a Palazzo Mazzarosa: il laboratorio sartoriale che Piero Ricci stabilì negli anni ’70 e che oggi restituisce il clima culturale dell’epoca dei grandi sarti-stilisti come Valentino, Roberto Capucci e Gianfranco Ferré, l’influenza delle grandi maison e il profilo di clienti da Mina a Ornella Vanoni. Il tutto, in un palazzo le cui origini risalgono al Medioevo, quando a Lucca svettavano le case-torri appartenenti all’aristocrazia della Repubblica.
Livorno offrirà invece l’apertura straordinaria dello storico Palazzo della Dogana, sede della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno: progettato nel 1646 dall’architetto Annibale Cecchi di Pistoia per volontà di Ferdinando II dei Medici, nato originariamente per tutelare i traffici mercantili, offre al secondo piano le sale istituzionali impreziosite dai capolavori di Plinio Nomellini e Angiolo Tommasi, con esposti volumi storici come la rara edizione livornese dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert e il Gazzettiere Americano. A Gerfalco, nel comune di Montieri, un itinerario alla scoperta del paese condurrà alla miniera di calcite nera di Poggio Muti, nel Parco nazionale delle Colline Metallifere. (lt)
