Il cantiere nautico The Italian Sea Group di Marina di Carrara
Sessanta giorni di tempo: sono quelli assegnati dal Tribunale di Firenze al cantiere nautico The Italian Sea Group (Tisg) di Marina di Carrara, quotato in Borsa e in grave difficoltà economico-finanziaria, per il deposito del piano di concordato e della proposta ai creditori, dopo che l’azienda ha presentato il 1 luglio scorso domanda di concordato in bianco, strumento che ha fatto scattare il blocco delle azioni esecutive e cautelari dei creditori.
Tre commissari per guidare la procedura
Il Tribunale il 3 luglio ha nominato tre commissari giudiziali – Niccolò Abriani, Riccardo Forgheschi e Manuela Olastri – che ora avranno il compito di guidare la procedura giudiziale con l’obiettivo di arrivare all’omologazione del concordato (l’alternativa è la liquidazione giudiziale, cioè il fallimento). Nel frattempo i vertici dell’azienda sono rimasti al loro posto, anche se nel tavolo convocato lunedì 6 luglio dal prefetto di Massa-Carrara con istituzioni locali, sindacati e Tisg è emersa la possibilità, secondo quanto riferito dai sindacati, che l’intero consiglio di amministrazione, guidato dal patron e fondatore Giovanni Costantino, venga sostituito per favorire il risanamento. Sempre il 6 luglio il Tribunale ha disposto la conferma delle misure protettive richieste dalla società per la durata massima prevista dalla legge, pari a quattro mesi a partire dal 1 luglio 2026, durante i quali gli armatori non potranno sciogliere i contratti in essere per eventuali inadempimenti del cantiere e non potranno escutere le garanzie rilasciate.
All’orizzonte un aumento di capitale da 100 milioni di euro
Nel comunicato diffuso il 7 luglio, Tisg ha previsto anche, nel caso in cui raggiunga accordi vincolanti con fornitori, armatori e istituti finanziatori a supporto del nuovo piano industriale, la valutazione di un aumento di capitale da 100 milioni di euro rivolto al mercato, indicativamente a partire dal quarto trimestre dell’anno. Il valore delle azioni della società è precipitato da quando, nel febbraio scorso, è emersa la crisi, e oggi è poco sopra 1 euro.
Cigs per 200 lavoratori, niente per l’indotto
Per delineare il futuro dell’azienda, invece, si aspetta la convocazione del tavolo della Regione Toscana, già chiesta nei giorni scorsi dai sindacati, al quale dovrebbero partecipare anche i commissari giudiziali. Riguardo alla cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale, Tisg ha comunicato al tavolo prefettizio che sarà aperta per circa 200 lavoratori diretti (su circa 530) e che funzionerà a rotazione. L’azienda si è detta disponibile ad anticipare le somme erogate dall’Inps. Negata, per adesso, la cassa integrazione ordinaria ad alcune aziende dell’indotto Tisg (che coinvolge 1.500 persone), i cui lavoratori sono da mesi senza stipendio.
Articolo aggiornato il 7 luglio alle ore 15.21
Silvia Pieraccini
