Un'apparecchiatura prodotta da EMG
La corsa mondiale agli investimenti nei data center, con la conseguente crescita della domanda di infrastrutture elettriche, è uno dei fattori che fanno da sfondo all’acquisizione di Emg Power Electric di Bibbiena (Arezzo) da parte della giapponese Tamura Corporation. Il gruppo ha completato il 29 ottobre l’acquisto dell’80% dell’azienda casentinese, annunciato a luglio, per un valore indicato in circa 49 milioni di euro. Emg è destinata a diventare il centro tecnologico di riferimento della multinazionale per i trasformatori a secco di media tensione.
Chi sono le due aziende
Tamura è un gruppo quotato alla Borsa di Tokyo, specializzato in componentistica elettronica e apparecchiature per l’energia, con 123,6 miliardi di yen di ricavi nell’ultimo esercizio, oltre 4.100 dipendenti e più di 40 sedi nel mondo. Emg, fondata da Filippo Galastri e Daniele Michelini, ha registrato nel 2024 27,2 milioni di euro di fatturato e 4,6 milioni di utile netto. I fondatori mantengono complessivamente il 20% del capitale. Marco Puliti, presidente di Tamura-Europe, diventa amministratore delegato, mentre Galastri resta Managing Director.
Nakamura: «Una tecnologia che noi non possediamo»
A spiegare la strategia industriale è stato il presidente di Tamura, Mitsutaka Nakamura, in un’intervista pubblicata dal quotidiano industriale giapponese Electronic Device Industry News. «Emg è forte nei grandi trasformatori e reattori di media tensione, che richiedono speciali tecnologie di lavorazione di cui noi non disponiamo», ha spiegato Nakamura. Ma l’azienda italiana presenta anche un limite: «Emg ha stabilimenti produttivi soltanto in Italia e la capacità produttiva rappresentava un problema per l’espansione dell’attività».
Tamura dispone invece di fabbriche in Messico, Repubblica Ceca, Malesia e Cina. «Abbiamo una solida struttura produttiva globale. Ci mancavano però quelle speciali tecnologie di lavorazione nel segmento della media tensione», ha osservato il presidente, indicando nella complementarità tra le due aziende la ragione dell’operazione.
La spinta dei data center
Il mercato dei data center è uno dei principali motori della crescita di Tamura. Secondo Nakamura, il gruppo detiene circa il 40% del mercato nordamericano dei grandi trasformatori destinati alle unità di distribuzione elettrica dei data center. In Messico la capacità produttiva di grandi trasformatori e reattori è già raddoppiata tra il 2023 e il 2025 e dovrebbe raddoppiare nuovamente entro il 2027.
È in questo scenario che si inserisce il patrimonio tecnologico di Emg, destinato a essere valorizzato nella rete industriale internazionale della multinazionale. Non è stato tuttavia precisato se la tecnologia sviluppata a Bibbiena sarà impiegata direttamente nelle forniture per i data center.
Le prospettive per Bibbiena
L’acquisizione offre all’impresa casentinese l’opportunità di diventare un centro di competenza tecnologica di una grande multinazionale, con un ruolo internazionale nella progettazione e nello sviluppo dei prodotti. Resta però da capire quanto questa prospettiva si tradurrà in crescita produttiva e occupazionale sul territorio. Tamura punta infatti a utilizzare le competenze italiane anche negli stabilimenti esteri, mentre non risultano ancora annunciati investimenti specifici per ampliare la fabbrica di Bibbiena o nuove assunzioni. (cm)
