Al tavolo del ministero delle Imprese e del Made in Italy sul futuro del polo siderurgico di Piombino va in scena il passo indietro di Metinvest. Il gruppo, secondo quanto si apprende, ha comunicato la propria intenzione di restare nel progetto di acciaieria green, ma scendendo nella joint-venture con Danieli dall’attuale 75% a una quota assai più ridotta, il 15%. In questo modo il gruppo ucraino intende far posto a un soggetto terzo: finora Jsw Steel Italy e un fondo di investimento hanno formalizzato il loro interesse a entrare nell’affare, ma non ci sono dettagli.
La Fiom-Cgil parla apertamente di ritiro da parte di Metinvest, paventando “un’altra crisi industriale infinita, un altro territorio e 1.400 lavoratori senza futuro“. D’altro canto, affermano Loris Scarpa, coordinatore nazionale settore Siderurgia per la Fiom-Cgil e Mauro Macelloni, segreteria Fiom-Cgil Livorno, “il governo ha dichiarato strategico questo progetto e non può essere cancellato con un colpo di spugna”, ma “Jsw non ci ha mai convinto e ora serve tutelare tutti i lavoratori”. Quindi, concludono, “il governo ora deve intervenire e prevedere come realizzare e finanziare comunque il progetto”. (notizia in aggiornamento)
