Un laboratorio della Italrecycling di Monte San Savino, promotrice di ReSuPLIR
C’è anche un progetto che nasce nell’Aretino tra quelli scelti da Bruxelles per ridurre la dipendenza europea dall’estero nelle materie prime critiche. Si chiama ReSuPLIR ed è promosso da Italrecycling & Investment, società di Monte San Savino specializzata nel recupero e nell’affinazione dei metalli preziosi.
La Commissione europea lo ha selezionato nell’ambito della seconda tornata degli Strategic Projects previsti dal Critical Raw Materials Act, il regolamento con cui l’Unione europea punta a rendere più sicure e diversificate le proprie fonti di approvvigionamento di materiali indispensabili per l’industria.
ReSuPLIR era uno dei sette progetti italiani che in primavera avevano ottenuto il via libera del Comitato interministeriale per la transizione ecologica alla candidatura europea. La delibera del Cite del 22 aprile, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 12 giugno, lo classificava tra i progetti di riciclaggio localizzati in Toscana.
Recupero e raffinazione dei platinoidi
Il progetto riguarda il recupero e la raffinazione dei metalli del gruppo del platino, i cosiddetti PGM (Platinum Group Metals), utilizzati in numerose applicazioni industriali ad alto contenuto tecnologico, comprese l’aeronautica e le tecnologie per l’idrogeno. Alla famiglia appartengono platino, palladio, rodio, iridio, rutenio e osmio. Non è stato però reso pubblico quali di questi metalli saranno interessati specificamente dal progetto, così come non sono al momento disponibili il valore dell’investimento, la capacità produttiva prevista e l’ubicazione precisa dell’intervento.
ReSuPLIR si inserisce comunque in un’attività nella quale Italrecycling possiede già competenze industriali. L’azienda tratta oggi diversi metalli preziosi e platinoidi recuperandoli da scarti e residui provenienti, tra l’altro, dalle lavorazioni orafe e galvaniche, dai rifiuti elettronici e dai catalizzatori industriali.
Perché i platinoidi sono strategici per l’Europa
Dietro la scelta europea c’è la forte dipendenza dell’industria continentale dall’estero per l’approvvigionamento di questi materiali. I metalli del gruppo del platino trovano applicazione nei catalizzatori, nell’elettronica e in filiere strategiche come aerospazio, difesa e tecnologie dell’idrogeno.
La produzione mondiale è inoltre fortemente concentrata in pochi Paesi. Secondo la Commissione europea, il Sudafrica copre il 71% dell’approvvigionamento europeo di platino e quote ancora maggiori per iridio, rodio e rutenio. Aumentare la quantità di questi materiali recuperata dagli scarti significa quindi non soltanto favorire l’economia circolare, ma ridurre una vulnerabilità della manifattura europea.
È esattamente uno degli obiettivi del Critical Raw Materials Act: entro il 2030 l’Unione punta ad avere una capacità interna di estrazione pari ad almeno il 10% del proprio consumo annuo di materie prime strategiche, di trasformazione del 40% e di riciclaggio del 25%.
Chi è Italrecycling
Dietro ReSuPLIR c’è un’impresa radicata nel distretto aretino dei metalli preziosi. Italrecycling & Investment ha sede a Monte San Savino, dove dispone di più unità produttive, ed è specializzata nel recupero e nell’affinazione dei metalli preziosi.
Costituita alla fine del 2016 e operativa dal 2019, ha progressivamente ampliato le attività negli impianti di Monte San Savino. Oggi tratta, tra gli altri, oro, argento, platino, palladio, rodio, rutenio e iridio attraverso materiali provenienti da diverse filiere industriali.
Nel 2025 Italrecycling ha registrato ricavi per 259,6 milioni di euro e un utile di 2,5 milioni, rispetto ai 162,9 milioni di fatturato e agli 1,1 milioni di utile dell’anno precedente. L’azienda conta una ventina di dipendenti. Nel leggere il dato dei ricavi va naturalmente considerato l’elevato valore delle materie prime preziose trattate, caratteristica comune alle imprese del distretto aretino che operano in questo settore.
Che cosa significa essere progetto strategico Ue
Il riconoscimento europeo non equivale automaticamente all’assegnazione di un finanziamento. Lo status di Strategic Project previsto dal Critical Raw Materials Act attribuisce invece priorità agli interventi considerati rilevanti per la sicurezza degli approvvigionamenti europei, con procedure autorizzative accelerate e un quadro destinato a facilitarne anche l’accesso agli strumenti finanziari.
Per i progetti di trasformazione e riciclaggio il regolamento europeo prevede, in particolare, tempi massimi per il procedimento autorizzativo.
Per ReSuPLIR si apre dunque adesso la fase industriale e autorizzativa. Restano ancora da conoscere alcuni elementi essenziali del progetto, a partire dall’ammontare dell’investimento, dai volumi di metalli che potranno essere recuperati e dalla localizzazione dell’impianto. Italrecycling, contattata da T24, per il momento non ha fornito ulteriori dettagli.
Il precedente di Rosignano
ReSuPLIR non è il primo progetto toscano entrato nella strategia europea sulle materie prime critiche. Nella prima selezione del 2025 Bruxelles aveva già riconosciuto come strategico Alpha Project di Solvay a Rosignano, dedicato al recupero del palladio utilizzato nei catalizzatori e al suo reinserimento nel ciclo produttivo. (cm)
