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02 ottobre 2026

Imprese, prevenire il rischio prima che diventi un problema giudiziario

Dal convegno di Confindustria Toscana Centro e Costa è emersa la necessità di un cambio di approccio: mappatura dei rischi, adeguati assetti, organismi di vigilanza e indagini difensive preventive per tutelare l’impresa.

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Prevenire il rischio attraverso una diversa organizzazione dell’impresa, senza aspettare che una criticità si trasformi in un problema giudiziario. È stato questo il filo conduttore del convegno “L’Autogoverno Aziendale e la Prevenzione del Rischio”, che si è tenuto nella sede fiorentina di Confindustria Toscana Centro e Costa.

Dopo i saluti del presidente Lapo Baroncelli e dell’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Firenze Jacopo Vicini, Alessandro Capocchi, professore ordinario di Economia aziendale all’Università di Milano-Bicocca, ha sottolineato che il rischio rappresenta una condizione strutturale dell’attività d’impresa e ha indicato nella mappatura preventiva dei rischi uno strumento per dimostrare che l’azienda si è attivata ed è allertata rispetto alle possibili criticità.

Roberto Bartoli, professore ordinario di Diritto penale all’Università di Firenze, ha spostato l’attenzione sulla responsabilità dell’ente: punirlo, ha spiegato, non ha senso quanto responsabilizzarlo, affinché costruisca un’organizzazione capace di prevenire i comportamenti illeciti. L’organizzazione dell’azienda diventa così essa stessa prevenzione.

Le indagini difensive preventive

L’avvocato Niccolò Stefani ha distinto le indagini difensive, protette dal codice di procedura penale e spendibili processualmente, dalle internal investigation. Da qui la proposta di utilizzare indagini difensive preventive anche in assenza di un procedimento penale, perché possono dimostrare che l’impresa si è attivata prima dell’insorgere di eventuali contestazioni.

L’avvocato Giulio Mazzeschi ha richiamato invece l’importanza degli adeguati assetti societari e degli organismi di vigilanza (OdV). L’amministratore, ha osservato, non deve necessariamente sapere tutto: l’impresa deve però essere organizzata affinché possa conoscere ciò che è necessario sapere.

A portare il punto di vista dell’impresa è stato infine Luca Padula, amministratore delegato di Giovanni Raspini, che ha individuato nel retaggio culturale uno dei principali ostacoli al cambiamento dell’organizzazione aziendale, anche sotto il profilo delle responsabilità.

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