Oggi, 9 ottobre 2026

Logo t24Il quotidiano Economico Toscano
Imprese & Mercati

02 ottobre 2026

Imprese, prevenire il rischio prima che diventi un problema giudiziario

Dal convegno di Confindustria Toscana Centro e Costa è emersa la necessità di un cambio di approccio: mappatura dei rischi, adeguati assetti, organismi di vigilanza e indagini difensive preventive per tutelare l’impresa.

Featured image

Prevenire il rischio attraverso una diversa organizzazione dell’impresa, senza aspettare che una criticità si trasformi in un problema giudiziario. È stato questo il filo conduttore del convegno “L’Autogoverno Aziendale e la Prevenzione del Rischio”, che si è tenuto nella sede fiorentina di Confindustria Toscana Centro e Costa.

Dopo i saluti del presidente Lapo Baroncelli e dell’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Firenze Jacopo Vicini, Alessandro Capocchi, professore ordinario di Economia aziendale all’Università di Milano-Bicocca, ha sottolineato che il rischio rappresenta una condizione strutturale dell’attività d’impresa e ha indicato nella mappatura preventiva dei rischi uno strumento per dimostrare che l’azienda si è attivata ed è allertata rispetto alle possibili criticità.

Roberto Bartoli, professore ordinario di Diritto penale all’Università di Firenze, ha spostato l’attenzione sulla responsabilità dell’ente: punirlo, ha spiegato, non ha senso quanto responsabilizzarlo, affinché costruisca un’organizzazione capace di prevenire i comportamenti illeciti. L’organizzazione dell’azienda diventa così essa stessa prevenzione.

Le indagini difensive preventive

L’avvocato Niccolò Stefani ha distinto le indagini difensive, protette dal codice di procedura penale e spendibili processualmente, dalle internal investigation. Da qui la proposta di utilizzare indagini difensive preventive anche in assenza di un procedimento penale, perché possono dimostrare che l’impresa si è attivata prima dell’insorgere di eventuali contestazioni.

L’avvocato Giulio Mazzeschi ha richiamato invece l’importanza degli adeguati assetti societari e degli organismi di vigilanza (OdV). L’amministratore, ha osservato, non deve necessariamente sapere tutto: l’impresa deve però essere organizzata affinché possa conoscere ciò che è necessario sapere.

A portare il punto di vista dell’impresa è stato infine Luca Padula, amministratore delegato di Giovanni Raspini, che ha individuato nel retaggio culturale uno dei principali ostacoli al cambiamento dell’organizzazione aziendale, anche sotto il profilo delle responsabilità.

Potrebbe interessarti anche

Articoli Correlati


Imprese & Mercati

09 ottobre 2026

Imprese straniere, Prato conferma il primato: con i cinesi un’azienda su tre è guidata da non italiani

Leggi tutto
Startup

09 ottobre 2026

Agrifood Next 60, dalla Toscana 5 startup: ma l’Italia è fuori dalla Top 10 del capitale investito

Leggi tutto
Imprese & Mercati

08 ottobre 2026

Il cioccolato La Molina (gruppo FaroAlto) apre altri due negozi a Doha e studia lo sbarco a Firenze

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci
‌