Dopo una lunga attesa, con una doppia approvazione all’unanimità – prima nel comitato direttivo e poi nell’assemblea dei soci – il Consorzio di sviluppo industriale della Piana Fiorentina, nato per reindustrializzare l’area ex Gkn di Campi Bisenzio, ha adottato il nuovo piano regolatore consortile. Il piano è stato redatto grazie al lavoro estivo dei tecnici incaricati, tra cui gli architetti Lorenzo Paoli e Fabio Nardini, con il supporto degli uffici comunali e di Sviluppo Toscana. Il Consorzio, partecipato interamente da enti pubblici, vede tra i soci Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze e i Comuni di Campi Bisenzio, Calenzano e Sesto Fiorentino.
Due funzioni per l’area industriale
Il Piano, presentato oggi in Regione, stabilisce per l’intera area una destinazione produttiva e industriale. All’interno del comparto è prevista inoltre una porzione di territorio riservata al Consorzio, che assume così un ruolo non soltanto di indirizzo e controllo, ma anche di attore diretto nel processo di sviluppo. Su questa superficie potrà sorgere un’area insediativa articolata in due funzioni: una destinata alle attività produttive e una dedicata a un polo tecnologico a supporto delle imprese e dei processi di industrializzazione. Priorità sarà data agli interventi coerenti con le finalità statutarie del Consorzio, in particolare ai percorsi di reindustrializzazione legati a crisi aziendali, alle ricadute occupazionali e alla nascita di nuove iniziative imprenditoriali.
“Prevediamo un percorso – ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione – che preservi dalla speculazione un’area ampia e strategica nella Piana tutelandone la vocazione industriale. Questa modalità può costituire veramente un esempio per diversi processi di reindustrializzazione che interessano la Toscana”. Lo statuto del Consorzio, non a caso se si considera l’origine del progetto, prevede un percorso che privilegia le soluzioni di reindustrializzazione che coinvolgano cooperative di ex lavoratori, offrendo una sponda istituzionale ai progetti nati dal basso.
Il prossimo step è la variante urbanistica
I tempi della burocrazia urbanistica dovranno ora fare i conti con le aspettative di risposte immediate da parte dei lavoratori. L’iter prevede che il piano consortile si traduca in una variante urbanistica del Comune di Campi Bisenzio, la quale dovrà essere adottata dal consiglio comunale e approvata dalla giunta regionale. Successivamente, la variante sarà pubblicata per consentire la presentazione di eventuali osservazioni prima dell’approvazione definitiva. Una volta completato questo percorso, si aprirà la fase negoziale con la proprietà dell’immobile (attualmente oggetto di una procedura di concordato preventivo).
L’obiettivo primario, secondo quanto affermano i promotori del consorzio, resta una soluzione concordata e collaborativa. Tuttavia, qualora non vi fosse la disponibilità del privato a trattare su prezzi congrui, il piano consortile e la dichiarazione di pubblica utilità abilitano il Comune e il Consorzio a ricorrere al vincolo preordinato all’esproprio come extrema ratio per salvaguardare la destinazione produttiva del sito. A valle del procedimento, un accordo di programma tra le amministrazioni definirà il quadro finale, integrando anche i soggetti che risponderanno alla manifestazione di interesse pubblicata dal Consorzio per mappare i fabbisogni industriali dell’area.
