Nell’edilizia toscana solo tre province su dieci hanno rinnovato i contratti integrativi con Ance: Uil Toscana e Feneal Uil Toscana chiedono un cambio di passo, indicando nel rinnovo dei contratti sui territori il punto di partenza del nuovo patto per la crescita. Gli accordi con Ance sono stati raggiunti a Firenze, Pisa e Livorno. Sul fronte regionale sono stati rinnovati i contratti sottoscritti con Confapi Aniem e con le associazioni dell’artigianato Confartigianato Edilizia, Cna Costruzioni e Casartigiani.
Il segretario generale della Uil Toscana, Paolo Fantappiè, considera queste intese molto importanti e chiede “un cambio di passo sugli altri territori”. Daniele Battistini, segretario generale della Feneal Uil Toscana, le definisce “esperienze positive che dimostrano come, attraverso un confronto responsabile, sia possibile costruire intese equilibrate per lavoratori e imprese”. La contrattazione integrativa è per Uil “uno strumento fondamentale per redistribuire la ricchezza” ai lavoratori. Il sindacato segnala però che solo il 20% delle imprese ricorre alla contrattazione di secondo livello.
Per Battistini nelle altre province il dialogo con Ance è proseguito, ma con andamento irregolare e ritmi variabili. “Non è mancato il confronto, ma è mancata finora la capacità di trasformarlo in accordi”, afferma. L’obiettivo dichiarato è arrivare a rinnovi con “contenuti economici e sociali realmente adeguati alla fase“. Il sindacato punta a recuperare il potere d’acquisto, rafforzare le tutele e riconoscere anche alle imprese strumenti della bilateralità su welfare, formazione, sicurezza e qualificazione del settore. Nuovi incontri sono previsti nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. La Feneal chiede ad Ance di affrontarli con la volontà di compiere “passi decisivi” verso la conclusione degli accordi. (lt)
