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28 ottobre 2026

Integrazione tra reti elettriche e reti del gas, Estra presenta SmartHydroGrid ad Arezzo

Obiettivo del progetto è trasformare l’energia rinnovabile in idrogeno, conservarla e renderla disponibile quando serve.

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Bilancio finale per SmartHydroGrid, progetto di ricerca e sviluppo finanziato dal Pnrr per sperimentare l’integrazione tra reti elettriche e reti del gas attraverso l’idrogeno verde. Il partenariato guidato da Techfem con Centria (gruppo Estra), Regas, Università della Calabria e CretaEs ha portato alla realizzazione di due impianti pilota, uno ad Arezzo e uno a Fano, e a strumenti digitali per la gestione integrata dell’energia. L’obiettivo è trasformare l’energia rinnovabile in idrogeno, conservarla e renderla disponibile quando serve. Il progetto ha un valore complessivo di oltre 3,5 milioni di euro, di cui circa 2,18 milioni di contributo Pnrr.

Il progetto, presentato ad Arezzo, è stato salutato con entusiasmo da Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione. “Arezzo è una città all’avanguardia, ha un’azienda come Estra che è all’avanguardia che non si è fatta scappare l’occasione”, ha detto, sottolineando che “contrariamente a tutto quello che altri dicono, i consumi energetici saranno sempre maggiori perché se noi andiamo coi calcolatori, coi big data, essi richiedono quantità di energia enormi, oltre che di acqua, e soprattutto chiedono una trasmissione di energia 24 ore su 24. Quindi in questo caso la possibilità fino al 20% di poter sfruttare l’idrogeno accumulato nella rete del gas mi pare che possa rappresentare un vantaggio sia in termini di fornitura sia in termini di prezzo”.

“L’immissione controllata di idrogeno in rete è già matura”

Il cuore del progetto è il sector coupling, cioè l’integrazione tra settori del sistema energetico, in particolare elettricità e gas. Con la crescita della produzione elettrica da rinnovabili, l’idrogeno verde può fare da accumulo: l’energia elettrica viene convertita in un gas utilizzabile in seguito. SmartHydroGrid ha trasformato questo principio in due applicazioni sperimentali, accompagnate da modelli digitali e da sistemi di controllo in tempo reale.

In particolare l’impianto di Arezzo, realizzato presso Centria, sperimenta l’iniezione di idrogeno per ridurre il gas naturale usato nel preriscaldo della principale cabina Remi (l’impianto che connette la rete nazionale di trasporto del gas con la rete di distribuzione locale) della città. L’elettricità rinnovabile produce idrogeno, accumulato a 30 barg (unità di misura della pressione manometrica) e miscelato con gas naturale fino al 20% in volume nel circuito sperimentale. La miscela alimenta due pompe di calore che producono l’acqua calda per il preriscaldamento. L’elettrolizzatore ha una capacità nominale di 5 metri cubi di idrogeno all’ora. Regas ha realizzato la blending unit dell’impianto, che mescola l’idrogeno al gas naturale. Per il presidente e amministratore delegato Daniele Molinaro, l’esperienza dimostra che “l’immissione controllata di idrogeno in rete è già tecnicamente matura ed estendibile su scala più ampia a livello nazionale”.

“Stiamo lavorando per contribuire alla diversificazione dei vettori energetici“, ha affermato Francesco Macrì, presidente di Estra, spiegando che “si tratta di sfruttare al meglio l’energia prodotta dal fotovoltaico che non ha una continuità, non ha una sicurezza, perché va con il sole. Il tema è la capacità di accumulo che è ancora di là da venire. Una forma di accumulo moderna sta appunto nel tradurre questa energia in un accumulo di una diversa energia, idrogeno prodotto attraverso il sistema dell’elettrolisi, quindi un modo innovativo per andare verso una diversificazione assoluta nel segno delle rinnovabili”. (lt)

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