Il Biotecnopolo di Siena punta a far crescere il proprio organico fino a circa 120 ricercatori, concentrando le attività su due o tre grandi progetti di impatto nazionale. Il Governo conferma il proprio sostegno alla Fondazione, mentre la Regione Toscana annuncia l’intenzione di aumentare le risorse destinate a Toscana Life Sciences. Sono le principali indicazioni emerse dal convegno «Biotecnologie per la sicurezza nazionale», che ha riunito istituzioni, comunità scientifica e industria per rilanciare il Biotecnopolo come hub strategico contro le minacce biologiche, riaccendendo un percorso destinato a diventare uno strumento al servizio del sistema-Paese.
Che cos’è il Biotecnopolo
La Fondazione Biotecnopolo di Siena è stata istituita nel 2022, nella fase finale della pandemia di Covid-19, per dotare l’Italia di una struttura nazionale dedicata alla sicurezza sanitaria e alla ricerca avanzata. Nasce sul solco della secolare tradizione scientifica senese e dell’esperienza di Toscana Life Sciences (Tls), integrando anche lo European Vaccines Hub per lo sviluppo di vaccini e anticorpi monoclonali.
La visione del Governo: sicurezza sanitaria, ricerca e progresso
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito il sostegno del Governo, sottolineando come la salute sia un pilastro della difesa nazionale: «In questo quadro si colloca il sostegno del Governo al Biotecnopolo. Una scelta strategica che guarda al rafforzamento delle capacità nazionali nel campo delle biotecnologie e nel contrasto alle malattie infettive», precisando che «la sicurezza sanitaria è parte integrante della sicurezza nazionale».
Il dialogo tra istituzioni, industria e la sfida dei giovani
«Le biotecnologie stanno trasformando la medicina – ha spiegato il ministro – perché incidono sulla capacità dell’Italia di affrontare le sfide per il futuro. Investire nella ricerca significa proprio questo. La politica sanitaria deve dialogare con quella della ricerca, della formazione e dello sviluppo industriale. Il Biotecnopolo è l’incontro tra tradizione e nuove possibilità di ricerca per valorizzare le eccellenze del nostro sistema, come l’Istituto superiore di sanità, gli Istituti zooprofilattici e l’Università. Di fronte alle complesse minacce delle malattie infettive servono collaborazione, interconnessione e investimenti. A Siena si sta creando una vera rete di eccellenze italiane: vogliamo dare concretezza al percorso e siamo sulla strada giusta».
Crescita dell’organico e scelta dei grandi progetti
Per rilanciare la struttura – è stato spiegato – occorre far crescere la pianta organica fino a circa 120 ricercatori, creando opportunità per i giovani talenti. Ma serve anche una regia precisa, come ha evidenziato il presidente della Commissione Salute del Senato Franco Zaffini: «Non bisogna disperdersi in mille progetti – ha ammonito – ma puntare su due o tre grandi progetti di impatto nazionale. La ricerca deve stare qui. I ricercatori devono uscire da qui. Il Senato vi sarà a fianco e sarà uno stimolatore perché i risultati arrivino».
Un ponte tra ricerca e industria per la salute pubblica
Il Biotecnopolo punta a fare da raccordo tra centri di ricerca e industria. Il direttore generale Gianluca Polifrone lo ha chiarito subito: «Vogliamo essere un ponte, un aggregatore di eccellenze, non siamo un carrozzone della politica. Siamo qui anche per suggerire alla politica tutti quei colli di bottiglia che frenano la ricerca nel Paese». La rete coinvolge l’Istituto superiore di sanità, l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, il Policlinico Gemelli, l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, l’Università di Siena e importanti gruppi industriali come Dompé, Chiesi, Menarini, Gsk, VisMederi e Leonardo, tutti presenti al convegno.
Una cintura di sicurezza per il Paese
Tra le priorità operative spiccano la risposta alle emergenze e la lotta all’antimicrobicoresistenza, affrontata con l’approccio One Health, insieme alle attività di respiro internazionale coordinate dal direttore scientifico Rino Rappuoli. A ciò si aggiunge l’impegno per le nuove generazioni, con il sostegno della Fondazione a tre cicli del dottorato nazionale, per garantire continuità alle competenze scientifiche in Italia. A sintetizzare il valore strategico del progetto è stata la riflessione dell’immunologo Alberto Mantovani, condivisa con il presidente Marco Montorsi: «siamo di fronte a un tessuto straordinariamente fertile come quello senese e toscano, il Biotecnopolo rappresenta una cintura di sicurezza per il Paese».
Il ruolo della Regione Toscana
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, nel suo intervento, ha ripercorso le origini della Fondazione: «La Regione non fu inserita negli enti del Biotecnopolo, avrei voluto viverla di più questa realtà dopo l’ottimo lavoro svolto con Tls e invece siamo restati fuori. Dopo le incertezze fortunatamente la Fondazione si è stabilizzata». Giani ha auspicato una maggiore sinergia tra il Biotecnopolo e Toscana Life Sciences, per rendere Siena sempre più centrale nel settore delle scienze della vita. E ha annunciato un rafforzamento del sostegno regionale a Tls: «Confermeremo e anzi incrementeremo il supporto alla Fondazione Tls, di cui la Regione è fondatrice». Non sono state indicate, per il momento, le risorse aggiuntive. Il direttore generale Polifrone è salito sul palco e, abbracciando Giani, ha assicurato: «Porte aperte alla Regione Toscana nel Biotecnopolo. Anche perché ci servono risorse».
Carlo Pellegrino
