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28 ottobre 2026

Vigilia di tensione per l’assemblea di Banca Mps: la Fondazione sceglie, Intesa ha l’ok della Bce

Coppini attacca: “Siena ancora non ha aperto le sue porte al futuro, è arroccata su posizioni chiaramente indifendibili”.

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Aspetta l’ultimo momento utile, la Fondazione Mps, per scegliere come presentarsi a quella che forse è l’assemblea più importante della storia plurisecolare della sua banca conferitaria: la deputazione amministratrice si riunirà nel pomeriggio di oggi, 28 ottobre, per decidere come votare sui punti del piano elaborato dall’amministratore delegato di Banca Mps, Luigi Lovaglio, imperniato sulle due Ops (Banca Generali e Banco Bpm), sul maxidividendo da 4 miliardi, sulla fusione di Mediobanca in Mps. Sullo sfondo c’è sempre l’Opas di Intesa Sanpaolo, che nel frattempo ha incassato un via libera fondamentale.

La Banca Centrale Europea ha infatti concesso l’autorizzazione preventiva all’acquisizione della partecipazione diretta di controllo in Mps e all’acquisizione delle partecipazioni indirette di controllo in Wise Dialog Bank, Mediobanca, Mediobanca Premier e Compass Banca, nonché all’acquisizione di una partecipazione indiretta qualificata in Banca Progetto. Contestualmente, la Bce ha rilasciato l’autorizzazione ad acquisire una partecipazione in Mps e nelle sue partecipate il cui valore supera complessivamente il 10% dei fondi propri consolidati del gruppo Bancario Intesa Sanpaolo. Inoltre, Ca’ de Sass ha ricevuto dalla Banca d’Italia l’autorizzazione preventiva all’acquisizione di partecipazioni indirette di controllo in alcune società del gruppo Montepaschi, all’acquisto di partecipazioni indirette qualificate in Fidi Toscana e nelle società di gestione del risparmio del gruppo Generali.

I proclami di Messina, l’assist di Orsini

Se Tito Nocentini, uomo guida di Intesa Sanpaolo in Toscana, ha provato a rassicurare il territorio, l’amministratore delegato Carlo Messina punta a convincere i salotti della politica e della finanza: l’Opas su Mps, sostiene, non è un’operazione “di potere” ma che “crea valore” per gli azionisti, le comunità locali e per il Paese interi perché mette in sicurezza una banca “con una governance fragile“, che tuttavia ha in portafoglio asset “di sicurezza nazionale” come Mediobanca e Generali. E dunque, osserva Messina, “lo facciamo per l’Italia” oltre che per Intesa, perché con l’Opas su Rocca Salimbeni “riusciamo a stabilizzare il risparmio nel nostro Paese e a mettere in sicurezza l’indipendenza di Generali, che non sarà più scalabile una volta che noi avremo più del 13%”. Intesa, dice, condividerà “questo elemento di stabilità con Unicredit, Delfin, Caltagirone, Benetton” senza “interferire sulla gestione”.

Un assist arriva dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini: “La nostra preoccupazione, anzi il nostro interesse, parlo di Confindustria, penso al Paese è che comunque gli investimenti italiani rimangano in Italia e in Europa, cioè quello che ci interessa è che al centro ci deve essere l’Italia”. Orsini si è detto consapevole che “comunque alla base c’è Generali”, ma “abbiamo chiesto attenzione al credito e ho visto nei comunicati stampa di Intesa c’è proprio l’attenzione al credito, e quindi a noi che ci sia attenzione al credito va bene”. Di tutt’altro avviso il segretario generale della First-Cisl Toscana, Marco Lenzini: “Stiamo assistendo a scelte che rischiano di compromettere il patrimonio economico, professionale e sociale rappresentato dal Monte dei Paschi di Siena, per Siena e per tutta la Toscana. Di fronte a questa prospettiva, il silenzio delle istituzioni politiche è inaccettabile”.

Coppini attacca: “Siena arroccata su posizioni indifendibili”

E’ in questo clima che si riunirà la deputazione amministratrice della Fondazione Mps: la sua scelta non avrà conseguenze pratiche, dal momento che la quota nella banca è minima (0,2%), ma ha una valenza simbolica elevatissima. Il presidente Riccardo Coppini appare in difficoltà dopo che la deputazione generale ha votato all’unanimità per l’appoggio al piano Lovaglio, sconfessando la sua presa di posizione pro-Intesa: ma ieri ha smentito le voci di dimissioni, e anzi è andato all’attacco. “Siena ancora non ha aperto le sue porte al futuro – ha affermato – e su questo io non sono molto d’accordo, c’è stato un arroccamento della città su posizioni che sono chiaramente indifendibili“.

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