Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo non aumenterà ulteriormente l’offerta per Banca Monte dei Paschi di Siena. All’indomani dell’assemblea che ha bocciato il piano difensivo dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, Carlo Messina conferma la volontà di portare a termine la conquista della banca senese, esclude nuovi rilanci e promette garanzie per l’occupazione e investimenti sul territorio. Il prossimo passaggio decisivo sarà il pronunciamento dell’Antitrust, atteso entro novembre.
Intervenendo a Roma, a margine della Giornata mondiale del risparmio, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo ha risposto con un secco «assolutamente no» alla domanda sulla possibilità di migliorare ancora il corrispettivo dell’offerta pubblica di acquisto e scambio. La banca aveva già incrementato di 25 centesimi per azione la componente in contanti dell’Opas, subordinando il miglioramento alla bocciatura delle operazioni straordinarie proposte dal Monte. Una condizione che si è verificata con il voto di giovedì 29 ottobre.
Messina: «Un consenso assoluto alla nostra offerta»
Messina ha accolto con soddisfazione l’esito dell’assemblea, nella quale oltre il 90% dei voti espressi ha respinto le operazioni su Banco Bpm e Banca Generali con cui Lovaglio puntava a rafforzare il Monte e a contrastare la scalata di Intesa. «Mi sembra una risposta chiara e con proporzioni veramente molto significative», ha dichiarato il banchiere, ricordando che le previsioni indicavano come possibile un’opposizione del 30% degli azionisti. Il risultato, secondo Messina, rappresenta «un consenso assoluto ad andare avanti con la nostra offerta».
Il numero uno di Intesa si è detto sorpreso soprattutto dalla bocciatura della fusione con Mediobanca e dal voto contrario ai piani di incentivazione del management. Un esito che, a suo giudizio, rafforza le prospettive di successo dell’operazione. Resta però una distinzione sostanziale: il voto contrario al piano Lovaglio non equivale ancora all’adesione all’Opas, sulla quale gli azionisti dovranno pronunciarsi separatamente.
Le promesse per Siena: lavoro e investimenti
Messina ha dedicato una parte importante del suo intervento alle ricadute occupazionali e territoriali dell’operazione, cercando di rassicurare Siena sul futuro della banca. «Nel nostro progetto c’è una totale garanzia di occupazione e c’è una totale garanzia di assunzione di giovani, cosa che nei progetti di altri non sempre si trovano. Noi l’abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo», ha affermato. «Credo che sia la migliore garanzia per il territorio, per le persone, la nostra coerenza dell’aver sempre fatto quello che dichiaravamo. In particolare la mia sensibilità sul fronte delle persone è, credo, uno dei punti di forza della nostra banca. Quindi investiremo fortemente sul territorio e mi sembra che, a questo punto, venute meno queste strategie difensive – ha detto il ceo di Ca’ de Sass – sia bene valutare le cose con una visione che porta a guardare con grande serenità quelle che sono le nostre proposte e non strumentalizzare in modo negativo».
Le rassicurazioni arrivano in una fase particolarmente delicata per Siena, dove il progetto di acquisizione alimenta preoccupazioni non soltanto per i livelli occupazionali, ma anche per il mantenimento delle funzioni direzionali e dell’identità storica del Monte.
Il piano di Intesa, già illustrato nelle scorse settimane, prevede per Siena la realizzazione di un polo tecnologico, il mantenimento di strutture centrali con funzioni specialistiche e ulteriori iniziative a sostegno del territorio. Resta da verificare quale sarà l’effettivo peso delle attività direzionali che rimarranno nella città dopo la riorganizzazione.
L’Opas verso novembre, Intesa pronta anche su Mediobanca
Il calendario dell’operazione entra ora nella fase decisiva. Messina ha indicato la fine di novembre come orizzonte ragionevole per il completamento dell’esame dell’Antitrust, precisando che la tempistica dipenderà dalle valutazioni dell’Autorità. L’approvazione del documento di offerta da parte della Consob è attesa nella prima parte di novembre e potrebbe consentire l’avvio delle adesioni già a metà mese. Corriere della Sera
Intanto Intesa ha confermato formalmente la prosecuzione dell’Opas, rinunciando alla condizione di efficacia collegata all’approvazione della fusione tra Mps e Mediobanca. Il gruppo ha inoltre precisato che, in caso di successo dell’offerta sul Monte e qualora ricorrano i presupposti di legge, promuoverà un’Opa obbligatoria sulle azioni Mediobanca non detenute da Mps o dalla stessa Intesa.
Unipol completa l’aumento di capitale da 2,5 miliardi
Si muove anche l’altro protagonista dell’operazione. Unipol, destinata a rilevare da Intesa la banca con il marchio Monte dei Paschi e una rete di circa 635 sportelli, ha completato l’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro necessario a finanziare l’acquisizione.
Il presidente Carlo Cimbri, intervenuto a Parma in occasione del conferimento di una laurea honoris causa, ha parlato di vicende ancora in corso, senza anticipare ulteriori sviluppi. Il progetto prevede la successiva integrazione delle attività rilevate con Bper, dando vita a un nuovo assetto del credito nel quale il marchio Mps continuerebbe a essere utilizzato. (redcm)
