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29 ottobre 2026

Mps, gli azionisti bocciano la fusione con Mediobanca

Lovaglio rivendica i risultati di quattro anni: “Molti lo ritenevano impossibile”. Presidio dei sindacati fuori dalla sede.

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L’assemblea degli azionisti di Mps ha respinto la proposta di fusione tra Mediobanca e Monte dei Paschi di Siena. La delibera richiedeva la maggioranza dei due terzi, ma ha raccolto il voto contrario del 63,65% del capitale presente, quello favorevole del 32,91% e l’astensione del 3,42%. Al momento del voto era presente in sala, nel centro direzionale di via Mazzini a Siena, il 65,86% del capitale sociale. Dopo la bocciatura non è stato trattato il secondo punto della parte straordinaria, relativo alle scissioni legate alla fusione. La discussione dei punti 4 e 5 è stata rinviata, in attesa di capire se l’assemblea straordinaria intenda ridurre il capitale sociale.

L’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha difeso i risultati della gestione: “Abbiamo mantenuto le nostre promesse, in questi 4 anni abbiamo fatto ciò che molti ritenevano impossibile”. Con una metafora calcistica ha aggiunto che “qualche gol lo abbiamo fatto anche da calcio d’angolo”, segnati “giocando la partita, non cambiando le regole del campionato”. Fuori dalla sede un centinaio di persona ha partecipato al presidio organizzato da Cgil, Cisl e Uil.

L’assemblea ha respinto anche la proposta del consiglio sull’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie: contrari il 53,8% del capitale presente, favorevoli il 40,8%, astenuti il 5,77%. Bocciate pure le proposte sul sistema incentivante 2023, 2024 e 2025, con il 53,33% di voti contrari, il 40,85% di favorevoli e il 5,8% di astenuti. Sono stati invece approvati i due consiglieri già cooptati a settembre, Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone. Brancadoro ha ottenuto l’89,78% dei voti favorevoli, il 6,39% di contrari e il 3,81% di astensioni. Caltagirone ha avuto l’86,81% di favorevoli, il 9,19% di contrari e il 3,98% di astenuti.

Coppini assente, per la Fondazione c’è Forte

Il gruppo Caltagirone ha depositato il 12,66% del capitale, contro il 13,49% detenuto allo stacco dell’ultimo dividendo. Delfin è confermata al 17,53%, il Tesoro al 4,86% e Banco Bpm al 3,74%. Blackrock detiene il 4,66% e Barclays ha una posizione aggregata del 3,77%. Il presidente della Fondazione Monte dei Paschi (0,2%), Riccardo Coppini, non ha partecipato all’assemblea. L’ente, che detiene lo 0,2% del capitale, è stato rappresentato dal provveditore Marco Forte, delegato, che non è previsto intervenga.

L’assenza di Coppini segue le tensioni sulla posizione della Fondazione rispetto al piano di Lovaglio, presentato per contrastare l’Opas di Intesa Sanpaolo. Il presidente aveva espresso un orientamento favorevole all’offerta di Intesa, mentre la Deputazione generale aveva indicato il sostegno al progetto di Lovaglio. Il 28 ottobre anche la Deputazione amministratrice ha deliberato all’unanimità di votare a favore di tutte le proposte all’ordine del giorno, in parte ordinaria e straordinaria. (notizia in aggiornamento)

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