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27 agosto 2026

Mps, la Fisac Cgil Toscana boccia sia Intesa sia la doppia Ops: «Due scenari carichi di rischi»

Il sindacato dei bancari: con il risiko «si sposta ricchezza dal lavoro al capitale». Timori per occupazione e territori in entrambi gli scenari, mentre a guadagnarci sono gli azionisti. Nel mirino anche il dividendo straordinario da 4 miliardi deciso da Mps.

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La Fisac Cgil Toscana non si schiera nel duello tra Intesa Sanpaolo e Mps. Un po’ a sorpresa, visto che il territorio toscano tende a simpatizzare – più o meno apertamente – per la proposta che garantisce l’integrità del Monte, quella presentata dall’ad Luigi Lovaglio e che prevede che Mps acquisisca sia Bpm che Banca Generali. Se per l’Opas di Intesa parla di «rischi enormi» e di possibile «smembramento del Gruppo», il sindacato dei bancari della Cgil definisce anche la doppia Ops lanciata da Mps su Banco Bpm e Banca Generali uno «scenario alternativo altrettanto carico di incognite».

In Toscana quasi il 20% di bancari in meno

La Fisac contesta anzitutto il modello seguito negli ultimi anni dai grandi istituti: una quota crescente degli utili destinata agli azionisti attraverso i dividendi, accompagnata dalla riduzione di dipendenti e sportelli. In Toscana, sostiene il sindacato, gli occupati del settore bancario sono diminuiti di quasi il 20% negli ultimi sei anni. Le grandi aggregazioni rischiano di accelerare il processo: meno sportelli, riduzione del credito soprattutto alle Pmi e minore concorrenza, con possibili aumenti del costo dei finanziamenti. «Quando si determina una distanza funzionale dai centri decisionali delle banche, i territori si impoveriscono», avverte la Fisac.

In entrambi i casi sovrapposizioni tra le reti di sportelli

Le preoccupazioni più forti riguardano l’Opas di Intesa. Per la Fisac ci sono «rischi enormi per la Direzione Generale di Mps», perché l’operazione porterebbe a un «netto smembramento del gruppo». Il sindacato richiama le migliaia di uscite ipotizzate e le incognite occupazionali legate anche al cosiddetto compendio bancario destinato a Unipol. Ma, dopo questa bocciatura, non arriva un via libera al piano alternativo di Lovaglio. L’offerta di Mps su Banco Bpm e Banca Generali potrebbe produrre «duplicazioni di ruoli, sovrapposizioni di reti commerciali, riorganizzazioni». Così come, nello scenario Intesa, vi sarebbero in Toscana sovrapposizioni tra filiali Mps da una parte e filiali Intesa e Bper dall’altra, se Mps rilevasse Bpm la sovrapposizione sarebbe tra le reti di queste due banche (Bpm, ad esempio, è molto forte nelle province della costa). Insomma, in entrambi gli scenari potrebbero rendersi necessarie cessioni di attività per l’eccessiva concentrazione delle quote di mercato.

Nel mirino i 4 miliardi agli azionisti

La Fisac attacca anche uno dei cardini della contromossa di Mps: il dividendo straordinario da 4 miliardi, composto da 3 miliardi in azioni Generali e un miliardo in contanti. Per il sindacato significa «distribuire ricchezza agli azionisti» senza «nessuna ricompensa» per i dipendenti, proprio mentre Mps chiede al mercato di sostenere un aumento di capitale di dimensioni eccezionali.

Il giudizio si estende all’intero risiko bancario, il cui obiettivo sarebbe «l’allargamento del bacino di mercato e, conseguentemente, della capacità di spostare ricchezza dal lavoro al capitale», senza garanzie equivalenti per chi lavora nelle banche. La Fisac Toscana annuncia quindi che utilizzerà «ogni possibile strumento» per tutelare occupazione e professionalità e chiede una strategia politica capace di tenere insieme gli interessi delle realtà coinvolte. (redcm)

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