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02 settembre 2026

A Siena Consiglio comunale per Mps: la provincia rischia un effetto domino con 8 punti di Pil in meno

La Camera di commercio stima il prezzo di una riorganizzazione sul territorio. Le istituzioni si appellano al Governo.

Leonardo Testai
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Siena serra le fila contro il rischio di smembramento della sua banca, il Monte dei Paschi: la seduta straordinaria e monotematica del Consiglio comunale ha visto riuniti rappresentanti delle istituzioni, della politica, dell’università, dei sindacati e delle Contrade. Pur con diverse sfumature a seconda dell’intervenuto, il filo conduttore è stato l’appello all’integrità della banca, in risposta al progetto di Intesa Sanpaolo, e alla difesa del legame con il territorio, paventando conseguenze negative non soltanto sull’occupazione, per effetto di una riorganizzazione che cancellasse posti di lavoro, ma sull’intero sistema economico della provincia.

“L’effetto domino – ha spiegato nel suo intervento Massimo Guasconi, presidente della Camera di commercio di Arezzo-Siena, si sviluppa lungo tre direttrici che sono quelle dell’impatto diretto, dell’impatto indiretto e l’impatto sull’indotto. E integrando gli effetti diretti con gli altri, applicando le stime derivanti da analoghe riorganizzazioni societarie come Popolare di Verona e Veneto Banca, e la contrazione complessiva del prodotto interno lordo nella provincia di Siena viene stimata, nel nostro caso, intorno all’8%“.

Il calcolo della Camera di commercio

Come si arriva a tale stima? nel settore del credito della provincia di Siena il valore aggiunto per singolo addetto (riferito al 2023) è di circa 150.000 euro. Una contrazione stimata di circa 1.000 addetti diretti, per effetto della razionalizzazione delle strutture di Mps, comporterebbe dunque una riduzione del valore aggiunto complessivo di circa 150 milioni di euro. Aggiungendo la perdita dei lavoratori dell’indotto (il cui valore aggiunto medio per addetto varia tra i 50mila e i 75mila euro), si stima una contrazione complessiva del valore aggiunto di circa 200-220 milioni di euro.

Inoltre, secondo Guasconi, la ristrutturazione e la conseguente riorganizzazione (quando non riduzione) delle filiali bancarie comportano per le imprese locali il rischio di una notevole riduzione del credito concesso. “Un soggetto affidato con prima con due banche, e poi sempre con la stessa perché ricade all’interno del medesimo istituto bancario, subisce un ‘credit crunch‘ perché non si sommano le posizioni che c’erano precedentemente, ma si riducono potenzialmente rispetto al profilo aziendale”.

Fronte comune per le istituzioni locali

Le istituzioni locali hanno ribadito le posizioni già espresse nelle ultime settimane, e illustrate anche al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Il risanamento non può diventare la premessa dello smembramento, sarebbe un paradosso economico prima ancora che politico”, ha affermato il sindaco Nicoletta Fabio. “Chiederemo, come istituzioni, di essere auditi in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo al Senato per rappresentare le istanze del territorio”, ha annunciato a sua volta la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti. “Se lo Stato ha quasi il 5% è importante, il Governo deve andare nell’assemblea con molta chiarezza e molta forza”, ha sottolineato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, secondo cui Mps deve fare “più banca” e “meno finanza”, evitando che l’istituto venga “utilizzato per altri” fini diversi dal servizio all’economia reale del territorio.

I sindacati, oltre a sollevare il tema delle ricadute sull’occupazione, hanno paventato l’abbandono e la riduzione dei servizi soprattutto nelle aree interne, nei piccoli comuni e nelle zone a scarsa densità abitativa, dove la razionalizzazione dei costi comporterebbe un impoverimento dei servizi di prossimità. In un contesto provinciale già fragile, caratterizzato da un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali e con migliaia di persone sotto la soglia di povertà, la perdita di ulteriori posti di lavoro e di un modello di credito orientato allo sviluppo locale rischierebbe di generare una vera e propria esclusione economica e sociale.

Mozione unanime per l’integrità del Monte

Il Consiglio ha approvato all’unanimità una mozione firmata da tutti i capigruppo. “L’integrità di Banca Mps è interesse non solo di Siena e della Toscana, ma prima di tutto dell’intero nostro Paese“, si legge nel testo, che impegna il sindaco “a continuare nell’azione unitaria del Comune di Siena, con la Provincia di Siena, la Regione Toscana e l’intero territorio, insieme a tutti i suoi rappresentanti istituzionali, presso il governo nazionale perché quest’ultimo usi tutti gli strumenti a disposizione per tutelare l’integrità della Banca Mps con impegni chiari e formali”.

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