Tre ore di sciopero, oggi a Livorno, per i lavoratori dello stabilimento Pierburg, alla luce del nulla di fatto del tavolo di lunedì 14 settembre al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Le tre ore di oggi, 16 settembre, sono le prime di un pacchetto di dieci ore di sciopero approvato dall’assemblea dei lavoratori dell’azienda della componentistica automotive, che ha deliberato “l’attivazione di tutte le necessarie iniziative di mobilitazione e di lotta per pretendere un piano industriale vincolante e risposte immediate da parte dell’azienda e delle istituzioni”.
I 245 addetti Pierburg toscani denunciano “l’insostenibilità della situazione dello stabilimento di Livorno, arrivato ormai al terzo anno di ammortizzatori sociali (contratto di solidarietà) con pesanti ricadute reddituali per i lavoratori”, ritenendo “del tutto insufficienti e prive di garanzie industriali le modalità della cessione della divisione Power Systems da Rheinmetall al fondo finanziario Aequita, un soggetto che da solo non garantisce i carichi di lavoro e il futuro produttivo necessari”. Da qui la richiesta che l’azienda si presenti al prossimo incontro al Mimit con “soggetti titolati a definire garanzie occupazionali concrete, investimenti reali e l’allocazione di volumi produttivi certi“. Un incontro previsto entro un mese.
“Mentre in Germania – afferma Massimo Braccini (Fim-Cgil Livorno) – Rheinmetall ha concordato e formalizzato con il sindacato tedesco garanzie stringenti e strumenti di tutela per i siti interessati dalla cessione, in Italia agli stabilimenti come quello di Livorno vengono negate le stesse tutele, lasciando il sito privo di impegni industriali vincolanti. Non possiamo accettare che i costi sociali di questa operazione ricadano interamente sui lavoratori livornesi. Non servono dichiarazioni d’intenti, né ulteriori rinvii”. (lt)
