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05 ottobre 2026

Magona, parla Imperato: “Con Trasteel tornerà a essere un punto di riferimento per l’acciaio”

“Ridiamo fiducia a chi lavora qui, occorre riorientare l’intero sistema aziendale verso l’efficienza”. Laviosa e Bertini (Confindustria): “La costa può tornare protagonista”.

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“Metteremo a disposizione tutte le competenze industriali, commerciali e finanziarie del gruppo perché la Magona esca definitivamente dalle sabbie mobili e torni ad essere un punto di riferimento per la siderurgia italiana ed europea”. Così Gianfranco Imperato, amministratore delegato del gruppo italo-svizzero Trasteel, saluta la ripartenza dello stabilimento della Magona di Piombino, che dal 1 ottobre è gestito proprio da Trasteel in virtù del contratto d’affitto del ramo d’azienda – prodromico a un acquisto – siglato con Liberty Steel.

Trasteel rivendica di aver assunto “un impegno strategico sostenuto da risorse finanziarie importanti, per riattivare gli impianti, garantire le forniture e restituire allo stabilimento una prospettiva industriale solida”. La ripartenza, spiega il gruppo italo-svizzero, seguirà un piano graduale con l’obiettivo di raggiungere la capacità produttiva di oltre 500.000 tonnellate entro la fine del 2027, anche in funzione delle condizioni del mercato di sbocco dei prodotti finiti di Magona, ovvero rotoli zincati e preverniciati.

“Riorientare l’intero sistema aziendale verso l’efficienza”

“La Magona ha attraversato anni molto difficili, ma non ha mai perso il suo patrimonio più importante, le persone e il loro saper fare”, dichiara Imperato, secondo cui “abbiamo scelto di investire qui perché crediamo nella reindustrializzazione europea e italiana e nel valore di questo stabilimento. Per questo abbiamo voluto farci carico anche di alcune spettanze retributive dei lavoratori, pur non essendo tenuti a farlo: ripartire significa prima di tutto ridare fiducia a chi lavora qui“.

Dunque, ha concluso l’ad di Trasteel, “guardiamo al futuro con fiducia” perché “la strada è impegnativa, ma le basi ci sono tutte: un sito con una storia unica, persone di grande valore e un gruppo deciso a fare la propria parte fino in fondo. Non saranno rose e fiori: occorre riorientare l’intero sistema aziendale verso l’efficienza, il mercato di oggi non perdona le aziende che non diventano leader di costo. In questo senso saremo feroci nel perseguire con ogni mezzo l’efficienza produttiva dello stabilimento“.

Il plauso di Confindustria

Giovanni Laviosa, presidente della delegazione di Livorno di Confindustria Toscana Centro e Costa, plaude all’operazione: “L’operazione Trasteel Magona segna un punto di svolta tangibile nel percorso di reindustrializzazione della nostra provincia – dice – Quando un gruppo industriale solido decide di investire su un sito storico, mettendo in campo risorse finanziarie importanti e un piano di sviluppo graduale ma ambizioso, significa che le competenze, il know-how e le infrastrutture del nostro territorio mantengono un valore strategico di livello europeo. L’impegno profuso dalle istituzioni, a partire dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e la tenacia dei lavoratori dimostrano che l’asse costiero livornese e piombinese ha la determinazione necessaria per superare stagioni complesse e tornare a essere protagonista della manifattura e della siderurgia italiana. In questo contesto, guardiamo al quadro complessivo del rilancio del comprensorio, restando in attesa che si definisca la situazione inerente all’investimento di Metinvest, tassello di rilievo nel mosaico dello sviluppo industriale di quest’area”.

Soddisfatto anche Nedo Bertini, coordinatore del Presidio di Piombino e della Val di Cornia di Confindustria Toscana Centro e Costa: “La partenza dell’era Trasteel è la conferma diretta della vitalità e della resilienza di tutto il polo industriale di Piombino. Questo comprensorio sta dimostrando con i fatti di essere un tessuto produttivo vivo, pronto a cogliere nuove sfide e a rigenerarsi. Non dobbiamo dimenticare che questa importante novità si inserisce in un quadro di più ampio respiro per la siderurgia e l’industria del territorio. Piombino sta infatti vivendo una fase di grande fermento strategico: le prospettive di sviluppo della Magona si affiancano infatti al piano industriale di JSW Steel Italy, al progetto sul nucleare avanzato di Fucina Italia, che fa parte del gruppo Newcleo, sbarcato a Wall Street lo scorso 22 settembre 2026, alle produzioni di cantieristica nautica di Velmare e Piombino Industrie Marittime, fino al nuovo polo siderurgico e al rilancio complessivo dell’area portuale”. Per Bertini “l’integrazione tra la storica tradizione metallurgica e i nuovi progetti di sviluppo e riconversione industriale dimostra che Piombino non è un capitolo del passato, ma un cantiere aperto verso il futuro industriale del Paese. Continueremo a seguire con la massima attenzione e spirito collaborativo questo percorso di crescita, garantendo supporto a tutte le aziende che scelgono di investire sul nostro territorio”.

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