La Regione Toscana ha chiesto al ministero delle Imprese e del Made in Italy una nuova convocazione del tavolo sulle telecomunicazioni e sui call center, dopo l’ultimo confronto su Konecta Italia a Livorno. L’intervento arriva in una fase delicata per uno dei comparti più esposti alla compressione dei margini, al dumping contrattuale e alla spinta dell’automazione, con ricadute dirette sull’occupazione locale.
Nel caso livornese, la sede Konecta lavora esclusivamente per Tim e impiega 76 addetti, in prevalenza donne e spesso unico reddito familiare. Per i lavoratori è già attivo un contratto di solidarietà fino al 31 dicembre. Secondo quanto riferito dal consigliere regionale per il Lavoro e le crisi aziendali, Valerio Fabiani, l’azienda registra un forte calo dei volumi di lavoro e resta concreto il rischio di un impatto occupazionale se non verranno garantite le commesse nella fase attuale.
Il rischio di una svolta in negativo da luglio
Secondo quanto emerso, fino a fine giugno Tim continuerà a garantire il 20% dei volumi del servizio clienti 187, al momento l’unica commessa gestita da Konecta a Livorno. La situazione però potrebbe diventare presto sempre più critica: secondo la Rsu Konecta Livorno e le segreterie provinciali di Slc-Cgil, Uilcom-Uil e Fistel-Cisl, Tim starebbe infatti pensando, a partire da luglio, di dimezzare l’attuale traffico destinato a Livorno, portando i volumi al 10%. Al tavolo, riferiscono i sindacati, Konecta ha dichiarato di essersi attivata a livello locale partecipando a diversi bandi e ricercando nuove opportunità e commesse per Livorno: allo stato attuale non sono però ancora state individuate soluzioni concrete.
Fabiani ha spiegato che, nell’incontro con istituzioni, sindacati e azienda, è emersa anche la possibilità di diversificare gli ordini di lavoro da Livorno. Su questo punto, ha aggiunto, “l’azienda ha aperto”. La Regione, insieme ai Comuni di Livorno e Collesalvetti, punta ora a un passaggio tecnico nei prossimi giorni per verificare quali azioni concrete possano sostenere la diversificazione delle commesse e quale contributo possano dare le istituzioni. La Regione Toscana ha ribadito la disponibilità a intervenire con i propri strumenti, mentre nella lettera al Ministero chiede di individuare soluzioni capaci di evitare che la crisi si traduca in un nuovo colpo all’occupazione nel territorio livornese. (lt)