Oggi, 27 luglio 2026

Logo t24Il quotidiano Economico Toscano
Industria

27 luglio 2026

Ecco le prime linee del piano per la reindustrializzazione della Toscana

Giani incontra i sindacati in Regione: messi a fuoco cinque punti in attesa del tavolo con gli imprenditori.

Leonardo Testai
Featured image

Cinque punti per rilanciare l’industria in Toscana: è la prima bozza di piano partorita dal tavolo convocato dal presidente della Regione Eugenio Giani all’indomani dello sciopero del 9 luglio scorso contro la deindustrializzazione del territorio. Con i suoni ancora un po’ da accordare, forse: se il governatore aveva annunciato la convocazione prima di un tavolo coi soli sindacati per la questione salariale, e poi di un tavolo con sindacati e associazioni datoriali per la reindustrializzazione, del primo tavolo nulla ancora si sa mentre la prima riunione del secondo tavolo è stata aperta alle sole organizzazioni sindacali.

C’è l’idea di una legge per le crisi industriali

Il tavolo con tutte le categorie economiche si riunirà ai primi di agosto, ha spiegato Giani, precisando che il piano abbozzato oggi “è un piano aperto a proposte e che si pone come stimolo alla riflessione”. Dai sindacati le reazioni sono positive: nessuna chiusura da parte della Regione alle istanze presentate nell’incontro, dove oltre alle azioni di lungo termine sono state ricordate le urgenze dell’immediato – crisi dell’automotive in testa, col tavolo di Dumarey – ed è approdata anche la richiesta unitaria delle delegazioni regionali di Fim, Fiom, Uilm per un contributo a sostegno delle persone in cassa integrazione a zero ore delle aree di crisi complessa.

Secondo Giani la ricetta per il rilancio deve ripartire da una ottimizzazione e valorizzazione dell’utilizzo dei fondi europei, “perché occorre aumentare gli effetti prodotti”, e in secondo luogo occorre agire sulla disciplina urbanistica per “aiutare l’attrazione degli investimenti”. Per il governatore sarà “fondamentale” sostenere l’accesso al credito, e su questo punto il governatore pensa al rafforzamento del ruolo di Fidi Toscana e Sviluppo Toscana. Tra le direttrici fondamentali, il rilancio dei distretti industriali in ottica allargata di filiere “con una ridefinizione degli interventi pubblici mirati ad alleggerire gli oneri strutturali per le imprese e il costo del lavoro”. Ultimo punto riguarda l’idea di una legge regionale per le crisi industriali, perché secondo Giani “è necessaria la creazione di un nuovo quadro normativo regionale dedicato alla gestione delle crisi aziendali, offrendo strumenti legislativi e finanziari certi per sostenere la riconversione delle imprese”.

Primi feedback positivi dai sindacati

I sindacati, come detto, hanno valutato positivamente l’andamento e l’esito della prima riunione del tavolo. “Il prossimo passo, indispensabile, sarà il coinvolgimento proprio degli imprenditori, con l’obiettivo comune di avviare la reindustrializzazione della nostra regione”, ha detto Silvia Russo, segretaria generale Cisl Toscana, secondo cui “per rafforzare il nostro manifatturiero occorre favorire l’innovazione da parte delle imprese, spingerle in questa direzione, attrarre investimenti con queste caratteristiche, vincolare chi viene ad investire in Toscana mirando meglio gli aiuti alla buona impresa. Tutti aspetti che ora dovremo discutere insieme a Regione e imprese per mettere a terra azioni concrete”.

Rossano Rossi, segretario generale Cgil Toscana, ha lodato “la condivisione” fra sindacati e Regione “dell’idea di vincolare gli aiuti pubblici, le agevolazioni e gli incentivi alle imprese alla loro permanenza sul territorio toscano”, chiedendo di continuare con “tavoli di approfondimento settoriali e distrettuali, indispensabili per avere un quadro puntuale delle difficoltà che stanno attraversando i diversi comparti produttivi della Toscana e individuare gli interventi più efficaci”, ed evidenziando che “le imprese devono investire sul futuro della Toscana, destinando finalmente gli utili all’innovazione, agli investimenti produttivi e al rafforzamento del nostro tessuto industriale”. Il segretario generale della Uil Toscana Paolo Fantappiè ha sottolineato la necessità di rivedere l’attuale modello dei distretti industriali in Toscana, “che deve evolversi per rispondere alle sfide dell’Intelligenza Artificiale, dell’innovazione e della filiera della committenza. Le nostre microimprese rischiano di restare escluse dal mercato se non vengono accompagnate verso processi di crescita dimensionale e strutturale, che ne favoriscano anche l’accesso al credito”.

Autore:

Leonardo Testai

Potrebbe interessarti anche

Articoli Correlati


Industria

27 luglio 2026

Capp Plast presenta il bilancio di sostenibilità: 89% dei materiali destinato al recupero

Leggi tutto
Industria

24 luglio 2026

In autunno il tavolo Beko al Mimit (con la scelta del nuovo investitore per Siena)

Leggi tutto
Industria

24 luglio 2026

Nautica, Next Yacht Group acquisisce Siman ed entra nel settore delle costruzioni in metallo

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci