Si è conclusa la trattativa tra la direzione aziendale della Rotork di Porcari e le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm di Lucca, unitamente alle Rsu, sulla procedura di licenziamento collettivo aperta dall’azienda. L’accordo raggiunto ha permesso di dimezzare l’impatto occupazionale iniziale, riducendo il numero degli esuberi da 10 a 5. Le uscite avverranno sulla base del criterio esclusivo e tassativo della non opposizione al licenziamento, cioè della volontarietà, incentivata da un pacchetto economico di accompagnamento.
Nonostante il risultato raggiunto scongiuri i licenziamenti coatti, i sindacati esprimono “profonda delusione” per non essere riusciti a far riassorbire l’intero numero degli esuberi all’interno del perimetro aziendale, sottolineando che si tratta di “una prima iniziativa di licenziamenti direttamente legati alla rivoluzione tecnologica e all’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali”. Secondo Fim, Fiom e Uilm, non si tratta più di uno scenario futuro ma di “una realtà presente che trasforma radicalmente l’organizzazione del lavoro e mette a rischio la tenuta occupazionale”.
Per i sindacati, questa vicenda dimostra che le dinamiche attuali superano gli strumenti tradizionali di gestione delle crisi: è dunque “indispensabile e urgente” che le istituzioni, a tutti i livelli, si attivino insieme al sindacato per costruire nuovi strumenti di tutela industriale e occupazionale, con ammortizzatori sociali, percorsi di formazione continua e politiche attive capaci di governare la transizione tecnologica, “impedendo che il progresso si traduca in un mero costo sociale per i lavoratori”. (lt)
