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13 luglio 2026

Carburanti e credito, l’aumento dei costi colpisce di più le piccole imprese

E’ la tesi di Cna Arezzo, che chiede garanzie pubbliche più efficaci e criteri di valutazione che non guardino solo al rating.

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Caro energia e caro credito si sommano e comprimono i bilanci di artigiani e piccole e medie imprese: è l’allarme lanciato da Fabio Mascagni, presidente di Cna Arezzo, commentando i dati nazionali su carburanti e accesso al credito. “Alla pompa come allo sportello – sottolinea – bancario vale la stessa regola: i costi salgono in fretta e scendono con lentezza. E a subirne le conseguenze sono sempre le piccole imprese”.

Per invertire la tendenza, Cna chiede interventi concreti: “Servono garanzie pubbliche più efficaci – afferma Mascagni -, un ruolo pieno dei Confidi, criteri di valutazione che guardino alla storia e alla qualità dell’impresa e non solo al rating, procedure più semplici e tempi più rapidi”, conclude Mascagni. Senza un canale del credito più equilibrato, sostiene il presidente provinciale di Cna, “il calo dei tassi non arriverà mai all’economia reale”.

Carburanti, rincari più forti del petrolio

Da fine febbraio a oggi il Brent è passato da 70,75 a 76,56 dollari al barile, con un aumento dell’8,2%. Nello stesso periodo, però, i prezzi alla pompa sono cresciuti molto di più: la benzina self è salita da 1,670 a 1,855 euro al litro (+11,1%, pari a 18,5 centesimi), mentre il gasolio self è passato da 1,720 a 1,941 euro al litro (+12,8%, pari a 22,1 centesimi). Su un pieno da 50 litri, l’aggravio è di 9,25 euro per la benzina e 11,05 euro per il gasolio; per un’impresa che consuma 1.000 litri, il maggior costo sale a 185 euro per la benzina e 221 euro per il gasolio.

“Le tensioni dei mercati energetici vengono scaricate subito su famiglie e imprese – dichiara Mascagni -, mentre le riduzioni arrivano tardi e a metà. Il gasolio poi non è solo mobilità privata: è il carburante di trasporti, edilizia, agroalimentare, manutenzioni e logistica. Ogni aumento viaggia lungo le filiere e si trasforma in nuovi costi per imprese già alle prese con margini risicati”.

Il credito costa di più alle piccole imprese

Sui bilanci pesa anche il costo del denaro, con una forte disparità legata all’importo dei finanziamenti. Per gli investimenti, il Taeg medio nazionale è al 3,96%, ma scende al 3,58% per i finanziamenti sopra 1 milione di euro e sale invece al 6,08% per quelli fino a 50mila euro. La situazione è ancora più pesante per la liquidità: il Taeg medio è al 4,95%, ma arriva all’8,73% per i prestiti fino a 50mila euro, contro il 3,54% per quelli sopra 1 milione.

“Per una piccola impresa 30, 40 o 50mila euro significano comprare un macchinario, digitalizzare, assumere, pagare fornitori o affrontare un momento difficile”, sottolinea il presidente di Cna Arezzo. “Se il piccolo credito costa il doppio di quello grande – aggiunge -, stiamo parlando di una selezione che penalizza proprio le imprese più radicate nei territori. Il rischio è che gli investimenti vengano rinviati e che la liquidità diventi insostenibile”. (lt)

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